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FINANZA/ 1. Quadrio Curzio: cara Ue, 2 idee per "santificare" i soldi di Gheddafi

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La prima configura un intervento immediato trasferendo pro-tempore, in attesa della restituzione a uno Stato legittimato, i capitali libici congelati dai paesi dell’Ue a una nuova società amministrata dall’Ue e dalla Lega Araba. Questa società dovrebbe usare i redditi (e se necessario una parte del capitale) di questo ingente patrimonio (il solo fondo sovrano Lia vale 60-70 miliardi di dollari, in buona parte investiti nell’Ue), per i soccorsi umanitari (che potrebbero essere coordinati dalla Agenzia europea Frontex, dalla Croce Rossa e dalla Mezzaluna Rossa) alla popolazione libica e a quelle degli altri Paesi coinvolti nelle privazioni delle insurrezioni e delle migrazioni. Ma anche per riattivare quelle economie evitando ulteriori migrazioni che i paesi europei, come l’Italia, non possono governare da soli.

Se ci fosse una volontà politica in tal senso, i giuristi saprebbero trovare una valida soluzione tecnica per attenuare le sofferenze di popolazioni e salvare anche molte vite il cui superiore valore non è paragonabile a quello di una conservazione attendista e passiva di capitali congelati.

La seconda proposta punta su una banca di sviluppo nuova che attiri parte dei capitali dei fondi sovrani di paesi della Lega Araba, che hanno un attivo di circa 1350 miliardi di dollari. La Banca andrebbe co-fondata e co-gestita dall’Ue e dalla Lega Araba e localizzata a Roma (piuttosto che a Londra o in Lussemburgo) dove la Lega Araba ha da anni una sede.

Gli autocrati dei paesi Mena non avranno molto tempo ancora per accumulare ricchezze con i Fondi sovrani o del Sovrano. Questo sarebbe il momento di debolezza degli autocrati per fare sugli stessi tutte le possibili pressioni affinché impieghino le risorse finanziarie per investimenti produttivi nei Paesi Mena, dove finora è andato ben poco. Il calcolo finanziario occidentale non deve temere che in tal modo questi capitali vengano sottratti ai mercati dei paesi sviluppati, perché questi paesi sarebbero attivati economicamente da una forte domanda generata dagli investimenti per lo sviluppo nel Mena.

I grandi Paesi dell’Ue hanno scelto, con l’eccezione di notevole peso della Germania, la via della forza militare attraverso la Nato. Adesso l’Ue dovrebbe cercare al più presto un percorso finanziario per attenuare le attuali sofferenze delle popolazioni e per creare una base economica di sviluppo e speranza, nelle loro terre, per i popoli al sud del Mediterraneo e per quelli del Medio Oriente. Altrimenti queste vicende, oltre al costo enorme di vite umane, potrebbero pesare per decenni su tutti i paesi che si affacciano sulle due sponde del Mediterraneo e per quelli del Medio Oriente.

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