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FINANZA/ 2. E ora la micro-finanza di Al Qaeda come colpirà?

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Quali errori sono stati fatti nell’operazione Bin Laden sotto il profilo dell’economia del terrorismo, una disciplina che negli ultimi venti anni è diventatata un ramo autonomo della scienza economica (di cui mutua alcuni paradigmi essenziali) e come rimediarvi? Il principale consiste nel non avere reso chiaro a tutti che l’obiettivo è stato raggiunto e non avere seguito pedissequamente le regole islamiche per i funerali e la sepoltura. È probabile che nei prossimi mesi, come nella Russia dei “secoli bui”, sorgeranno dieci- venti Bin Laden, al pari dei “falsi Dmitri” nell’ultimo periodo del Regno di Boris Godunov. Il secondo consiste nell’avere gestito un’operazione altamente centralizzata senza che gli Stati alleati abbiano potuto stendere una rete di sicurezza capillare.

Pochi sanno che da alcuni lustri i servizi anti-terrorismo dei maggiori Paesi industrializzati a economia di mercato hanno “ruoli” specifici per economisti con il duplice scopo di: a) individuare come il terrorismo si finanzia e b) utilizzare la strumentazione della disciplina economica per combattere il terrorismo. Da tempo si sa, ad esempio, che l’economia “sommersa” è una delle fonti privilegiate perché il terrorismo trovi finanziamenti anche in Europa (e in Italia in particolare, a ragione della dimensione del sommerso nel Pil).

Un’analisi recentissima di Tolga Koker (Yale University) e Karlos Yordan (Drew University) traccia la geografia economica di un fenomeno poco studiato: la micro-finanza del terrorismo che spesso si annida in una rete articolata e molto diffusa (orchestrata da Al Qaeda) dietro il paravento di fondazioni e associazioni ufficialmente a scopo caritatevole. Ciò non vuol dire - si badi bene - che tutte le moschee siano ruscelli che alimentano il fiume e il mulino del terrorismo. Ciò significa, però, che attorno alle moschee si sviluppano fonti di finanziamento singolarmente forse modeste ma che rappresentano un sostegno importante per una rete disseminata sul territorio.

La strumentazione economica, aiutando a comprendere come funzione il sistema (ci sono molte analogie con l’impresa-rete, su cui proprio in Italia sono stati effettuati lavori pionieristici) è un ausilio importante agli “operativi” che devono cercare (anche infiltrandosi nella rete) di bloccarne tempestivamente le azioni. L’economia del terrorismo (nel senso di sviluppo della teoria economica del terrorismo e applicazioni d’analisi economica alla prevenzione dal terrorismo) ha avuto, per decenni, il suo centro all’Università di Chicago. Grazie a lavori effettuati a pochi chilometri dal Magnificent Mile (il lungo lago della città dell’Illinois) è stato, ad esempio, possibile simulare, con l’ausilio della “teoria dei giochi” (specialmente dei “giochi a più livelli” ormai nella prassi delle scuole militari), le strategie e le tattiche di dirottamento aereo e ridurne, nell’arco di meno di un lustro, il numero dei dirottamenti da 30 a circa due l’anno.



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