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FINANZA/ 2. E ora la micro-finanza di Al Qaeda come colpirà?

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In secondo luogo, occorre vigilare su conti sospetti di “cellule” terroristiche dovunque esse siano; questa attività ha ramificazione per quanto riguarda la vigilanza bancaria; negli Stati Uniti sono state potenziate, negli ultimi due anni e mezzo, le funzioni e le risorse a disposizione del Tesoro - tramite l’Irsa (l’agenzia delle entrate) e il Comptroller of Currency (una direzione generale del Ministero del Tesoro). Anche in Italia si è creata una direzione generale presso il ministero dell’Economia e delle Finanze nell’ambito del Dipartimento del Tesoro. Dobbiamo chiederci se le nostre attività di vigilanza finanziaria siano attrezzate alla bisogna. Dopo gli avvenimenti del 2 maggio dovranno essere potenziate e non ridotte.

In terzo luogo, è essenziale ridurre la capacità d’attrazione abbassando l’attenzione dei media e aumentando, al tempo stesso, il costo opportunità ai terroristi, nonché “offrendo alternative” a potenziali reclute del terrorismo. Secondo Bruno Frey , il decentramento politico e amministrativo può ridurre in misura significativa i benefici ai terroristi in quanto implica un più forte controllo sociale. Più complicato “offrire alternative” a potenziali terroristi: ciò vuole dire “strategie negoziali” o, in termini di gergo economico, “cooperative”. Percorso che pochi Governi sono pronti a seguire. Specialmente adesso.

Per l’Italia, due lezioni essenziali: da un lato cooperare sempre più strettamente con i servizi anti-terrorismo alleati; da un altro, potenziare le strutture sul territorio, specialmente a livello provinciale, con finalità non sono di controllo, ma anche di individuare alternative a chi è a rischio di finire nelle maglie delle cellule.

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