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Economia e Finanza

ALITALIA/ Le rotte di Meridiana fanno gola anche a Lufthansa

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Entrambe le compagnie aeree fanno fatica dal punto di vista econonomico-finanziario. Una fusione potrebbe permettere loro di gestire molto meglio la flotta, risolvendo in parte i problemi di stagionalità. Con una dimensione d’azienda maggiore, infatti, è possibile gestire meglio la variabilità della domanda, le fluttuazioni del prezzo del petrolio e i periodi di crisi economica. Inoltre, se guardiamo a quel che avviene a livello internazionale, ci accorgiamo che c’è una tendenza generale alla concentrazione nel settore del trasporto aereo. Non si tratta di una moda, come si legge da qualche parte, ma di un modo molto pratico per rispondere a condizioni economiche sempre più difficili.

Secondo lei, questa fusione ci sarà?

Ritengo che sia altamente probabile. È il mercato che spinge in questa direzione. Inoltre, c’è una parziale complementarietà delle rotte tra i due vettori che la faciliterebbe.

Un’operazione del genere, non rischierebbe di essere bocciata dall’Antitrust?

Sì, soprattutto su alcune tratte si creerebbe una forte concentrazione, un quasi monopolio. Attenzione, però, perché lo stesso ragionamento era stato fatto qualche anno fa, quando Cai, oltre ad Alitalia, ha rilevato AirOne. In ogni caso, i dati raccolti dall’Iccsai mostrano che anche sulle rotte dove Alitalia e AirOne sono di fatto monopolisti, i prezzi si sono mediamente abbassati. Questo perché spesso esiste una competizione indiretta. Nel caso della Linate-Fiumicino, per esempio, essa può arrivare da altre rotte (Orio al Serio-Fiumicino o Malpensa-Fiumicino) o dall’Alta velocità ferroviaria. Nel caso l’Antitrust autorizzasse una fusione tra Alitalia e Meridiana, ritengo giusto che venga istituito un controllo sui prezzi delle principali rotte offerte in regime di quasi monopolio. Vorrei precisare comunque una cosa.

Prego.

È vero che Alitalia e Meridiana insieme (come detto prima) arriverebbero a oltre il 50% dei posti offerti sul mercato domestico, ma si tratta di una situazione estremamente dinamica. I vettori low cost, in particolare Ryanair ed Easyjet, negli ultimi due-tre anni sono infatti entrati nel mercato italiano in maniera molto forte. Nell’arco di uno-due anni (quando forse potrebbe avvenire la fusione) credo che l’offerta complessiva dei due vettori sarà inferiore a quella attuale e forse anche alla soglia del 50%. Tanto più se non verrà rinnovata “l’immunità” della nuova Alitalia rispetto all’Antitrust. In ogni caso, è molto interessante prendere in considerazione il punto di vista del passeggero nell’analizzare l’ipotesi di questa fusione.

E qual è la sua analisi in proposito?


COMMENTI
05/05/2011 - Alitalia non fa rma con ironia... (fabio scaccia)

.....semmai con altre parole,di uso molto più comune nel codice penale.La cosa sorprendente però non è che qualcuno abbia ancora voglia di scherzare sulla vicenda, ma che tutti i paladini del libero mercato si siano squagliati come neve al sole. E così, dopo che banca intesa e i suoi soci (o seguaci)hanno scaricato miliardi di euro di debiti sul nostro groppone, adesso alitalia -cai sta stretta al passerotto comasco? Chi ha fatto i cocci se li tenga e li rimetta insieme, se ne è capace. Oppure lasci ma rimetta il maltolto (anche perchè fantantonio è andato al milan, ma a bruxselles ha cambiato ufficio...)