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FINANZA/ 1. Ecco perché Wall Street vuol scaricare Obama

Pubblicazione:giovedì 5 maggio 2011 - Ultimo aggiornamento:giovedì 5 maggio 2011, 16.08

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Non lo sapevate, vero? E invece è così, i Democratici belli, simpatici e pacifisti sono sempre stati i preferiti dalla grande finanza per un motivo semplice: erano e restano più manovrabili perché di certe cose non capiscono granché, ritenendole attività anti-popolari oppure perché pur capendone, lasciano fare in nome della governabilità. Ma durante il 2010 l’aria è cambiata, con il 53% degli 11 milioni di dollari di donazioni degli hedge funds per il mid-term terminato ai Repubblicani. Di più, sei manager di fondi hanno donato 6 milioni di dollari alla Republican Governors Association per il mid-term e hanno speso altri milioni per finanziare il blitz pubblicitario che ha tirato la volata ai candidati repubblicani per il Congresso.

Ora, con la rielezione ormai in agenda, il già citato Charles Schumer ha cominciato un frenetico giro di pranzi con i principali manager di fondi di New York e lo stesso Barack Obama si è recato nella Grande Mela a fine marzo per un evento con raccolta di fondi presso protagonisti di Wall Street e dell’industria dei fondi. Troppo tardi? Parrebbe di sì, poiché delle 6600 donazioni giunte al Democratic National Committe nel mese di marzo, soltanto pochissime giungevano dal settore dei fondi speculativi, sorpassati persino da veterinari e bibliotecai! Ma oggi il Presidente tornerà nella Grande Mela, per una visita a Ground Zero dal sapore molto strumentale, visto l’arco temporale che divide il ritorno a New York del commander-in-chief dall’eliminazione di Osama Bin Laden: occorre sfruttare l’occasione finché l’onda lunga emotiva regge e ottimizzare rapporti e consensi.

Anche perché, nell’arco di poche settimane, il prezzo della benzina potrebbe superare i massimi del 2008 e allora sarebbero davvero guai per un’amministrazione che già non sa come muoversi sul fronte del debito fuori controllo e della necessità di innalzamento del tetto massimo entro il 16 maggio. O Barack Obama si inventa qualcosa - ovvero, comincia davvero ad affrontare i problemi reali cercando un accordo con i Repubblicani - oppure dovrà noleggiare una schiera di terroristi e assassini per garantirsi un surplus di popolarità in vista del prossimo anno.



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