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ALITALIA/ Lo strano "appello" di Colaninno che sfida Air France

Pubblicazione:venerdì 6 maggio 2011

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

La “sfida” interna tra la posizione di Colaninno (più patriota) e quella di Sabelli (più filo-francese) sembra essere però già arrivata al capolinea. Due giorni dopo la lunga intervista di Colaninno di cui sopra, sono circolate voci (poi smentite da Colaninno stesso, ma non dal diretto interessato) di dimissioni imminenti di Sabelli.

La soluzione a “prolungata” italianità per Alitalia, con tanto di zampino pubblico, non sembra quindi incontrare al momento grossi ostacoli (difficile credere all’ipotesi di un’acquisizione da parte dell’americana Delta lanciata da Finanza&Mercati: che se ne farebbe di un vettore concentrato sul mercato italiano?). Air France sembra destinata a rimanere un’importante minoranza nella compagnia italiana. A meno che da Parigi non si mettano dei soldi sul piatto e Sarkozy non torni a far visita al presidente del Consiglio.

Il 26 aprile scorso, infatti, giorno del vertice Italia-Francia e dell’annuncio dell’Opa su Parmalat, Silvio Berlusconi, a fianco del presidente francese, dopo aver definito “non ostile” l’operazione di Lactalis, ebbe a dire: “Ho una mia posizione personale su queste cose, vengo da una storia imprenditoriale e sono convinto che l’economia debba essere sempre e assolutamente libera”. Un netto “dietrofront”, evidentemente, rispetto a tre anni fa, quando ritenne “irricevibile” l’offerta di Air France per Alitalia. “Merito” di Sarkozy o senso di realeconomik? Difficile stabilirlo, l’unica cosa sempre più certa è che Alitalia, dopo essere già stata oggetto di libri e saggi, potrebbe entrare presto nel dizionario dei sinonimi e dei contrari alla voce “mercato”.



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COMMENTI
07/05/2011 - Che ridere!!!! (Guido Gazzoli)

In parole povere adesso si giustifica l'intervento della CDP per salvare ALITALIA. Mi si speghi cosa è servita la manovra di 3 anni fa se non a "salvare" AIRONE ( e il suo debito con INTESA)e buttare a mare 13000 dipendenti...ossia più della metà della forza lavoro. Guido gazzoli

 
06/05/2011 - a Juanfran Valerón (alberto servi)

Che il fondo strategico CDP sia stato tardivamente pensato per evitare l’iniziativa di Lactalis contro Parmalat è nella realtà delle cose. Non disponiamo di difese contro scalate ostili come i francesi con il loro Fonds stratégique Purtroppo in Italia non c’è una coscienza nazionale sviluppata. Contesto che l’utilizzo del fondo strategico della CDP sia senza scopo. Potrà forse in futuro limitare qualche altra scalata. Quanto al futuro della nuova Alitalia sono dell’avviso che il solo Colaninno abbia i numeri per una gestione dignitosa. L’aver lasciato crescere fino altre 10.000 il numero degli esuberi, la folle filosofia di considerare la Compagnia una agenzia di collocamento, la scelta di personaggi travestiti da amministratori a gestirla, la connivenza dei politici, e l’abbandono di Malpensa malgrado il piano Burlando-Cempella sono le cause del fallimento. Ricordo che Malpensa raccoglie il 70% traffico nazionale fatto per la gran parte di voli lungo raggio , i soli in grado di garantire una resa economica accettabile. Nelle mani dei francesi saremmo un semplice feeder per Parigi in concorrenza con le low cost dove di rese economiche non se ne parla. A portarli in tutti gli angoli del mondo ci penserebbe l'Airfrance.

 
06/05/2011 - Juanfran Valerón (alberto servi)

Juanfran Valerón si domanda a che serve ora che l'OPA della Lactals ha avuto successo. Juanfran Valerón vorrebbe forse che ci facessimo trovare impreparati per la prossima aggressione ? Ricordo il nostro ing.Carlo De Bartolomei quando voleva la Societè Generale. Fu preso a calci in bocca dai cugini francesi. Ben vengano quindi le difese per tenere lontane mire contro i tentativi di possesso delle nostre realtà industriali pù affermate.

RISPOSTA:

Caro Servi, non sto dicendo che il fondo strategico non abbia funzioni in futuro, anzi, il mio articolo vuol cercare di spiegare che potrebbe essere usato anche per Alitalia (e ho anche rimandato all'articolo interessante di Giuseppe Pennisi). In ogni caso, non si può non ritenere che questo fondo sia stato creato ad hoc per parmalat (visto i tempi affrettati). Perché non pensarci prima, visti i precedenti che anche lei cita (senza dimenticare il caso Enel-Suez)? Tuttavia, non si può trascurare un piccolo dettaglio: il fondo non ha fermato Lactalis. Come vede, serve ben altro per non farsi "prendere a calci in bocca dai cugini francesi". (JFV)