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Economia e Finanza

SCENARIO/ 2. Bertone: il grande “alleato” di Berlusconi e Tremonti sta fuori dal governo

Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto per lo sviluppo, che contiene diverse riforme per cercare di migliorare la situazione economica. Il commento di UGO BERTONE

Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti durante la conferenza stampa di ieri (Foto Imagoeconomica)Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti durante la conferenza stampa di ieri (Foto Imagoeconomica)

Aspettiamo. Tra una settimana, anticipa il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, alcuni giornalisti avranno l'onore di partecipare a un seminario in cui gli sherpa del ministro cercheranno di illuminare gli opinion maker sul decreto per lo sviluppo, miscellanea dei temi più vari, dalla Banca del Sud al tetto sulle buste paga dei banchieri, dalla ricerca scientifica, i cui destini si incrociano con i fondi per l'università, alla carta di identità elettronica, già mille promessa e annunciata nel corso degli anni.

Ma forse sarà la volta buona, visto che Tremonti spiega di aver fatto in questi mesi, oltre ai mille mestieri che lo hanno visto protagonista a Roma come a Bruxelles, anche “il sottosegretario di Renato Brunetta” oltre che di Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione che, peraltro, passa da un processo a tappe complesso e sofisticato, che toccherà numerosi aspetti della martoriata vita pubblica del Bel Paese: la prossima volta, anticipa Tremonti, il governo affronterà il tema del processo civile.

Insomma, non è il caso di azzardare giudizi avventati sul lavoro da certosino dell'esecutivo che merita di esere spulciato in profondità. Perché, al solito, la vera “polpa” sta nei dettagli più che nelle enunciazioni di principio. Basti citare, a mo' di esempio, il codicillo che equipara i Coco Bond, ovvero i convertible convergent bond, ai titoli “tipici”, riservando a queste emissioni bancarie una ritenuta del 12,5% rispetto al 27% di altre emissioni.

Non è difficile dedurre, nonostante le smentite ufficiali, che la novità venga incontro alle esigenze delle grandi banche, ansiose di usare anche questo strumento per agevolare i prossimi aumenti di capitale. Assai più complesso, invece, sviscerare la ratio del meccanismo scelto per gli sgravi fiscali alla ricerca, “introdotti per due anni a titolo sperimentale”, con una copertura che passa “da una forma di prelievo volontario di grande interesse”.

Insomma, guai a esser superficiali. O a farsi abbagliare da annunci dal sapore epocale, tipo quello che accompagna la nascita dell Banca del Mezzogiorno, che opererà attraverso gli sportelli della Posta o di banche cooperative e casse già esistenti: i 7mila sportelli richiamati da Tremonti possono dare, forse, una scossa psicologica. Ma, in generale, non c'è da attendersi granché, in tempi ragionevoli, da un'operazione che, per esplicita ammissione del suo autore “non può essere il motore della ripresa”.