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Economia e Finanza

Applauso all’Ad di Thyssen, il sopravvissuto: un tuffo al cuore

La condanna è unanime. Quell’applauso all'Ad di  Thyssen Krupp era fuori luogo. Un atto deprecabile, la manifestazione assoluta di assenza di sensibilità.

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La condanna è unanime. Quell’applauso era fuori luogo. Un atto deprecabile, la manifestazione assoluta di assenza di sensibilità. «Inqualificabile», «indegno», «biasimevole», «un grave errore»: sono solo alcuni degli epiteti con i quali i sindacati, all'unanimità, hanno salutato l’iniziativa degli imprenditori di Confindustria. Che, l’altro ieri, hanno battuto le mani, a Bergamo, all'amministratore delegato della Thyssen Krupp, Harald Espenhahn, condannato a 16 anni e 6 mesi per omicidio volontario seguito alla tragedia sul lavoro di Torino, dove in un rogo, il 6 dicembre 2007, morirono sette operai.

«È stato considerato alla stregua di un assassino», aveva detto il presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, definendo la condanna «un unicum in Europa» e sostenendo che potesse mettere «a repentaglio», e «in gioco la sopravvivenza stessa del nostro sistema industriale», rischiando di allontanare gli investitori esteri dal Paese.

«E’ un applauso controverso, rispetto a una situazione che ha avuto morti dolorose e una grande tragedia. Statisticamente è vero che si tratta dell'unico caso in cui sia stato sanzionato l'omicidio volontario in un caso di incidenti sul lavoro», è stato il commento del ministro per lo Svilupo Economico Paolo Romani, a margine dell'incontro annuale Consob con il mercato finanziario

Secondi i membri dell’associazione Legami d'Acciaio che riunisce i familiari delle vittime, gli imprenditori hanno manifestato un «cinico disprezzo verso la vita dei lavoratori». La  Marcegaglia, dal canto suo, ha contattato l’associazione, esprimendo «la vicinanza di Confindustria tutta ai familiari delle vittime».

Non basta, tuttavia, a placare le critiche. Il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, dice di aver «trovato davvero fuori luogo l’applauso al dirigente della Thyssen visto che la sicurezza sul lavoro è un problema vero che interessa tutti i lavoratori e i cittadini». Riferendosi direttamente alla leader degli industriali, aggiunge: «ho trovato una certa arroganza professorale nell’intervento della leader di Confindustria, secondo uno stile, non rimpianto, che fu del suo predecessore Montezemolo, che quello stesso stile adesso vorrebbe portarlo in politica».