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Economia e Finanza

FINANZA/ 1. L’Italia di Draghi "contagerà" Berlusconi?

Mario Draghi ieri ha parlato ancora di riforme necessarie per la crescita dell’Italia. Saranno possibili in un clima politico come quello attuale? Ne abbiamo parlato con GUIDO GENTILI

Silvio Berlusconi, Mario Draghi e Giulio Tremonti (Foto Ansa)Silvio Berlusconi, Mario Draghi e Giulio Tremonti (Foto Ansa)

Il giorno dopo il risultato delle elezioni amministrative, che hanno visto il centrodestra uscire sconfitto quasi ovunque, in particolare a Milano e Napoli, Mario Draghi ha tenuto le sue Considerazioni finali all’Assemblea ordinaria dei partecipanti della Banca d’Italia. Sono state le sue ultime da governatore di Palazzo Koch, dato che passerà presto alla carica di presidente della Banca centrale europea. E ancora una volta, come fa ormai dal 2006, ha ribadito il suo “punto fisso”: la crescita economica dell’Italia, che deve passare da specifiche riforme. Ma queste sono possibili in un clima politico come quello attuale? «Il voto delle amministrative - spiega a ilsussidiario.net Guido Gentili, editorialista de Il Sole 24 Ore - è stato un vero e proprio terremoto per il centrodestra e Berlusconi. Finora c’è stata una contrapposizione violenta tra maggioranza e opposizione ed è difficile che nel giro di pochi giorni possa cambiare tutto e si comincino a fare riforme condivise. È anche vero che nessuno - governo in carica o qualsiasi altro che dovesse emergere nel prossimo futuro - può permettersi di dimenticare il fatto che questo Paese non ha bisogno solo di essere governato, ma di sbloccarsi in direzione della crescita. E ci sono, secondo me, dei provvedimenti che dovrebbero sfuggire alla legge selvaggia della contrapposizione politica e ideologica».

Quali sono?

Faccio un esempio lampante: quando parliamo di riforma fiscale, credo che dovremmo essere tutti d’accordo, perché la pressione tributaria pesa troppo su cittadini e imprese e bisogna dare segnali precisi su questo terreno. Penso che una classe politica dirigente responsabile dovrebbe fare una riflessione immediata e convergere almeno su questo punto e fare poi in modo che il governo, qualunque esso sia, possa prendere anche provvedimenti che ci consentano di crescere oltre lo “zero virgola”, perché, come ha ricordato lo stesso Draghi, dei 7 punti di Pil persi durante la crisi ne abbiamo recuperati solo 2. Quindi abbiamo moltissima strada da fare ancora.

Draghi ha anche ricordato che la crisi del debito sovrano di tre paesi europei ha il potenziale per esercitare rilevanti effetti sistemici. L’Italia resta ancora al riparo?