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QUALCOSA DI SINISTRA/ Perchè il "nuovo" Tremonti non piace più a Pdl e Lega?

Pubblicazione:martedì 14 giugno 2011

Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica) Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Ma di una cosa va dato atto a Tremonti, almeno una: quando respinge con vivissima e poco dissimulata stizza l’accusa di non aver compiuto scelte politiche nella gestione della crisi, a causa della faccenda dei “tagli lineari”. Tutt’altro, fa notare il ministro: la scelta del governo è stata quella di finanziare il welfare, la cassa integrazione, i sussidi di disoccupazione. Senza, il biennio 2008-2009 sarebbe stato socialmente devastante. Finanziare quelle voci è stato possibile grazie a una precisa scelta politica, che non è stata “lineare” (se lineare significa meccanica, ragionieristica, politicamente neutra) ed è stata anzi, e paradossalmente, alquanto “di sinistra”.

Com’è “di sinistra” l’appello finale rivolto sabato da Tremonti alla platea dei giovani industriali: volete più spazi per la contrattazione aziendale (che “di sinistra” non è affatto, perché a tutta evidenza toglie potere contrattuale alle maestranze della singola impresa, non più coperte dallo scudo di una norma nazionale)? Almeno, in cambio, date una stretta agli abusi sull’utilizzo dei contratti a termine.



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