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MANOVRE/ 1. Il nuovo “disco verde” al matrimonio Lactalis-Parmalat

Pubblicazione:mercoledì 15 giugno 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 15 giugno 2011, 12.49

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Dopo poco più di un mese di valutazioni, la Commissione europea si è espressa a favore dell’acquisizione di Parmalat da parte della società francese Lactalis. Anche se si tratta di una concentrazione orizzontale, tra imprese attive nello stesso settore - quello lattiero-caseario - l’operazione non dovrebbe rappresentare un ostacolo alla concorrenza nel mercato europeo e, in particolar modo, in Italia.

Lo scorso marzo Lactalis ha acquisito una partecipazione di quasi il 29% in Parmalat e il 4 maggio ha notificato a Bruxelles la proposta di acquisizione sulla base del regolamento sul controllo delle concentrazioni nell’Ue.

Le concentrazioni (fusioni e acquisizioni) sono strategie capaci di creare valore ove si realizzano effetti sinergici sul fronte dei ricavi, dei costi e dell’integrazione di risorse critiche o scarse. Tali strategie, necessarie per aumentare la competitività di un’azienda, possono tuttavia essere dannose per la concorrenza e, in ultima istanza, per il benessere del consumatore. Soprattutto quando il mercato è protetto da barriere all’entrata, la riduzione del numero di imprese in seguito a una concentrazione rischia di limitare le quantità offerte e di aumentare i prezzi. Per questo motivo, le concentrazioni tra concorrenti, come in questo caso, sono considerate potenzialmente più dannose e controllate con maggiore attenzione dalle autorità antitrust e, nel caso europeo, dalla Commissione.

Dopo aver ricevuto la notifica dell’acquisizione da parte di Lactalis, la Commissione ha individuato i mercati dei prodotti lattiero-caseari interessati, soprattutto quelli dove le due società si sovrappongono, ovvero l’approvvigionamento di latte crudo, latte fresco, latte a lunga conservazione, panna e formaggi. La Commissione ha poi valutato la posizione competitiva di Lactalis e Parmalat negli stessi mercati, e quella dei concorrenti.


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