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ACQUA PUBBLICA/ Cosa cambia dopo il voto del referendum?

Pubblicazione:giovedì 16 giugno 2011

Un momento delle manifestazioni pro referendum (Foto: ANSA) Un momento delle manifestazioni pro referendum (Foto: ANSA)

Inoltre, anche ammettendo che il settore pubblico possa far fronte “finanziariamente” a questi investimenti, c’è un problema di capacità di gestione dell’investimento. Secondo i dati del Comitato di Vigilanza sulle Risorse Idriche relativi al 2009, gli investimenti che coinvolgono solo il settore pubblico hanno un tasso di realizzazione più basso della media nazionale (56% contro il 66% del totale). Ancora una volta si dimenticano certe inefficienze che per anni hanno caratterizzato il servizio idrico gestito dal pubblico e alle quali si era pensato di far fronte proprio con alcune proposte di liberalizzazione!

Resta infine il problema di come far fronte a numerosi investimenti già stanziati per i quali le imprese si erano impegnate a far fronte contando proprio sulla tariffa come forma di remunerazione: proprio società con forte carattere pubblico, come Hera in Emilia Romagna o Publiacqua in Toscana, hanno denunciato in questi giorni il rischio di collasso relativo ai milioni di euro di investimento già in atto o previsti nel prossimo futuro. Anche in questo caso, come per il primo quesito, facile prevedere un nuovo intervento legislativo che reintroduca, con qualche accorgimento, una norma spazzata via in maniera impulsiva.

Una considerazione conclusiva: gli slogan che hanno caratterizzato la campagna referendaria, a tutela del valore pubblico dell’acqua e della tutela della mission pubblica della sua gestione sono effettivamente condivisibili. Ma resta paradossale che il risultato ottenuto sia per certi versi l’esatto opposto: la sopravvivenza di inefficienze, problemi di qualità e gap infrastrutturali. C’è ben poco di cui cantar vittoria…



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COMMENTI
15/06/2011 - Bravi scemi! (Gigi Gigio)

O non ci avevano detto che votando "sì" al referendum sarebbe andato tutto meglio? Che si sarebbero ridotti i costi ed i servizi sarebbero migliorati? Ed ora, solo ora, ci dicono che grazie ai "sì" aumenteranno le tasse, perché gli enti locali dovranno far fronte alle spese per l'ammodernamento della rete idrica, i servizi continueranno ad essere scadenti, perché non c'è apertura al mercato, e quindi rimane tutto in mano ai "soliti", gli sprechi d'acqua rimarranno... però questo viene detto DOPO! Publiacqua è una municipalizzata toscana, ovvero una società privata a capitale pubblico (i soci i Comuni delle provincie di Firenze, Pistoia, Prato ed Arezzo). Publiacqua si lamenta, ergo si lamentano i suoi soci, che hanno investito i capitali. I quali soci, essendo Comuni, sono amministrati da politici che, in Toscana, erano tutti favorevoli al "sì". Quindi, hanno fatto di tutto per far votare "sì" ai cittadini ed ora si lamentano perché il "sì" ha vinto. Non so se sono più cogl.. io di loro o chi li vota e li ascolta.