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FINANZA/ Ecco perché gli Usa stanno peggio della Grecia

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Se quindi la crisi greca è seria ma risolvibile, quella degli Stati Uniti porta con sé rischi occulti ben più gravi. A denunciarli, in un’intervista a Cnbc, Bill Gross, capo di Pimco, il più grande fondo obbligazionario del mondo, secondo cui «gli Stati Uniti sono conciati molto peggio della Grecia e di tutte le nazioni europee alle prese con problemi di debito». Per Gross, infatti, «l’opinione pubblica è tutta focalizzata sul debito pubblico nazionale, che è di 14,3 trilioni di dollari. Ma questa cifra non include il denaro garantito per i programmi Medicare, Medicaid e Social Security, il cui combinato arriva a circa 50 trilioni di dollari, stando alle cifre del governo. Inoltre, Washington è legata ad altri debiti come quelli dei programmi relativi al salvataggio del sistema dopo la crisi del 2008 e 2009. Messe tutte insieme queste voci, il conto arriva a circa 100 trilioni di dollari, una traiettoria fiscale ingestibile. Pensare, infatti, di poter ridurre questa cifra nell’arco di uno o due anni è un qualcosa di irrealistico. Nella pancia degli Usa c’è molto di più e di peggio della Grecia, c’è di più e di peggio di qualsiasi altra nazione sviluppata. Abbiamo un problema e dobbiamo risolverlo in fretta».

Anche perché la domanda che gli Usa si pongono è la seguente: chi comprerà Treasuries alla fine del programma di QE2 della Fed? Le banche hanno già detto che ridurranno l’utilizzo di obbligazioni del Tesoro come collaterale contro i derivati e altre transazioni e Gross non ha dubbi nel rispondere: «Certamente non Pimco e probabilmente nemmeno i fondi obbligazionari di tutto il mondo. D’altronde, perché un investitore non dovrebbe comprare obbligazioni canadesi o australiane, paesi con uno stato patrimoniale migliore e con tassi d’interesse più alti dell’1,2% o anche del 3%? Semplicemente, non avrebbe senso». Ma se non si trovasse una soluzione rapida e controllata alla crisi greca e questa dovesse innescarne una a livello globale, quale sarebbe il bene rifugio a livello obbligazionario per gli investitori mondiali? «Il debito tedesco, non certo quello statunitense», sentenzia Gross.

Giorno dopo giorno, come vedete, i motivi reali - l’hidden agenda - del comportamento tedesco nella gestione della crisi ellenica, emergono sempre più chiari. Bye bye Paris, l’asse renano è morto e la Francia è l’ultima vittima sacrificale della nuova egemonia teutonica. L’avevamo scampata nel 1945, ora sarà molto più dura.


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