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Economia e Finanza

MANOVRE/ Negli Usa si studia un’altra sconfitta dell’Europa

Christine Lagarde (Foto Ansa)Christine Lagarde (Foto Ansa)

In che misura il rinvio della decisione sull’autorizzazione a procedere nei confronti di Christine Lagarde influirà sulla decisione che il cda del Fmi deve prendere entro il 30 giugno? I componenti Ue del cda sostengono che le accuse nei confronti di Madame Lagarde sono così inconsistenti che la si può eleggere in tutta serenità. Tiepido, però, il britannico (sempre in stretto contatto con il collega americano); parla di un possibile rinvio di qualche settimana per attendere un chiarimento.

Nel frattempo, Christine Lagarde gira il mondo in piena campagna elettorale per raccogliere supporto tra emergenti di peso. Non mancano i colpi bassi: quali le insinuazioni che Agustin Carstens (che ha studiato a Chicago) sarebbe un liberista estremista, poco consono in una fase in cui, piaccia o no, l’intervento pubblico sta “tornando di moda”. Grigori Marchenko ha, nel frattempo, indossato la casacca della “merce di scambio”.

Le cene “gastro-negoziali” si succedono, specialmente nelle salette riservate del Cosmos Club e dell’International Club. Un alto funzionario del Tesoro Usa prefigura una soluzione che può sembrare complessa ma che ha una sua logica. L’elezione di Madame Lagarde entro il 30 giugno per non darla vinta al “giustizialismo francese” e per ottenere dall’Ue uno scambio importante: supporto dell’Europa all’elezione tra un anno di Hillary Clinton alla Presidenza della Banca mondiale (Obama non la vuole tra le scatole nelle nuove presidenziali); impegno dell’Europa a una revisione drastica delle quote in conto capitale (e dei diritti di voto) sia al Fmi sia alla Banca mondiale da completarsi nei prossimi cinque anni.

Numerosi “emergenti” condividerebbero questo approccio che farebbe vincere all’Ue una battaglia, ridimensionandola, però, per sempre.

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