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MANOVRA/ Bertone: dai tagli alle pensioni, la mia ricetta per l’Italia

Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica) Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Può funzionare questa ricetta? Hanno senso questi sacrifici? Sì, se i tagli serviranno in parte a ridurre l’ammontare del debito, in parte ad alimentare voci di spesa più produttive, in grado di ridare ossigeno a materie come: infrastrutture, ricerca, formazione, scuola e così via. Sì, se la politica dei tagli saprà essere il più possibile selettiva e non lineare, intervenendo sulle numerose sacche di inefficienza. In questo senso, la filosofia del taglio del debito finisce con il combaciare con una politica fiscale più elastica o, se preferite, meno vessatoria. Una politica basata sull’introduzione dei conflitti di interessi tra consumatori e venditori assieme ad accertamenti fatti in modo serio.

Belle parole, rischiano di rappresentare un libro dei sogni. Anche perché l’interesse “particolare” delle forze politiche va in un’altra direzione. Ma la svolta non è impossibile. Purché ci si metta in testa che, come diceva Milton Fridman, “nessun pasto su questa terra è gratis”. Prima o poi, insomma, il conto arriva.

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COMMENTI
20/06/2011 - La mia ricetta ... (celestino ferraro)

SIAMO TUTI PRECARI - Niente di trascendentale, la giornata lavorativa di 8 ore divisa in due turni, mattina e pomeriggio. A salario intero, recuperando i maggiori costi che graverebbero sul datore di lavoro, detassando le retribuzioni e i salari da ogni balzello fiscale. Sarebbe come una riduzione delle tasse generalizzate, concentrate però sui salari retribuiti per intero. La piena occupazione e la produzione sostenuta, compenseranno lo Stato dei mancati introiti tributari. Il resto lo lascio alla perspicacia di chi legge. Ovviamente è solo un'idea, ma se fossi uomo di governo, mi sperimenterei. Immagino anche il trambusto sociale che ne deriverebbe, tempo libero da occupare con una miriade di iniziative atte ad alimentare soluzioni edonistiche e investimenti produttivi. CF