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SCENARIO/ 1. Pelanda: ora l’Italia può iniziare la sua corsa verso il declino

Silvio Berlusconi e Pierluigi Bersani (Ansa) Silvio Berlusconi e Pierluigi Bersani (Ansa)

Ora queste tre valvole di ricchezza che hanno attutito la crisi del modello sono chiuse. La priorità del rigore impedirà il ricorso alla spesa in deficit, aumenterà la repressione di polizia fiscale e manterrà fermi i salari pubblici. La poca crescita (e produttività) manterrà in tensione negativa il mercato del lavoro, inibendo aumenti nei salari dei dipendenti nel settore privato. La loro busta paga resterà carica di tasse lasciando uno spazio decrescente (per l’inflazione) per il risparmio e i consumi. Tale situazione porta ad una accelerazione del declino/impoverimento finora lento.

È difficile separare l’effetto di impoverimento contingente dovuto alla crisi del 2008 da quello causato dal modello. Ma è ovvio che l’impatto della crisi su un modello che non funziona sia causa di una ripresa molto lenta e di danni strutturali, tra i quali la perdita definitiva di parti della capacità industriali.

In conclusione, il declino non è ancora tale da compromettere la capacità dell’economia italiana di tornare allo sviluppo, ma senza un cambio di modello ci saranno sempre meno risorse per contrastare l’impoverimento. Questa è la realtà.

 

www.carlopelanda.com

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COMMENTI
09/06/2011 - il cambio di modello e la crescita dell'italia (antonio petrina)

Caro prof, il motore dell'economia e quindi della crescita è solo ed unicamente opera del l'impresa ,per cui lo stato che deve fare ? Ridurre la spesa pubblica improduttiva , anche con riforme strutturali, premiando gli enti virtuosi a tutti i livelli ( eell,ministeri,università,ecc.) e di converso agevolare e dare fiducia alle imprese realmente innovative ( ce ne sono tante in italia) , che creano occupazione e crescita economica , eliminando le agevolazioni fittizie ed inutili alle medesime, come in UK si va facendo!