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Economia e Finanza

MANOVRE/ I tagli della Lega aprono a una grande coalizione "americana"?

Una delle richieste del popolo di Pontida (Foto Ansa)Una delle richieste del popolo di Pontida (Foto Ansa)

Occorre lasciare a commentatori poco informati l’uso dell’aggettivo “folcloristico” a proposito delle proposte relative al trasferimento di alcuni dicasteri al Nord: nella “devolution” britannica parte della pubblica amministrazione di Sua Maestà lasciò Whitehall per andare, senza traumi eccessivi, nei pressi di Bristol e di Edinburgo.

Come indicato in alcune mail inviati a Roma da Washington la settimana scorsa, l’Amministrazione Obama era perfettamente consapevolmente già da alcuni giorni, pur senza la ricchezza di dettagli enunciati a Pontida, degli intenti dei leader della Lega. Il partito ha da anni propri rappresentanti negli Stati Uniti - un tempo anche un ufficio al Rockefeller Center di New York che non so se sia ancora in funzione. Il quotidiano America Oggi, l’unico in lingua italiana negli Stati Uniti, (30.000 copie vendute in settimana, 60.000 la domenica) non cela le proprie simpatie leghiste.

Da quando Obama è alla Casa Bianca, i “leghisti americani” (chiamiamoli così) hanno consolidato rapporti diretti con il Tesoro e con il Comitato dei Consiglieri Economici del Presidente, soprattutto in quanto gli obamiani non sembrano avere mai stretto un rapporto intenso con Giulio Tremonti, da loro considerato (a torto o a ragione) troppo vicino a Larry Lindsey (il consigliere speciale di Bush). Da Washington, quindi, informano Via Bellerio che su una sponda americana l’attuale inquilino di via XX Settembre non può più contare.

Al Tesoro e al Dipartimento di Stato si auspica che l’Italia riesca a evitare un declassamento dei propri titoli di Stato (quale quello minacciato da Moody’s) e avvii una “grande coalizione” per presentare, eattuare, un programma rigoroso di riduzione della spesa tale da rendere possibile quell’abbassamento della pressione tributaria e quell’allentamento del giogo regolatorio senza il quale nessuna ripresa significativa è possibile.