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Economia e Finanza

MANOVRE/ I tagli della Lega aprono a una grande coalizione "americana"?

Una delle richieste del popolo di Pontida (Foto Ansa)Una delle richieste del popolo di Pontida (Foto Ansa)

Si è detto che la riforma istituzionale preconizzata a Pontida (la riduzione del numero dei Parlamentari e la costituzione del Senato delle Regioni) non può essere realizzata senza l’accordo di un vasto arco del Parlamento. Analogamente, l’eventuale cambiamento degli accordi internazionali sulle missioni militari all’estero richiedono il supporto di un vasto arco parlamentare. E, soprattutto, la leadership leghista non vuole elezioni subito per evitare al centrodestra una terza bruciante sconfitta elettorale.

Tutto pare spingere verso una “grande coalizione”, anche se è difficile ipotizzare non solamente se Silvio Berlusconi sarà pronto a fare un passo indietro, se Tremonti (considerato una garanzia per l’Ue) possa restare al proprio posto nell’eventualità di cambiamento di Governo (si parla, anche negli Usa, di Presidenza del Consiglio a Maroni). Ancora più arduo delineare quale potrebbe essere la struttura di un eventuale nuovo Esecutivo in grado di rassicurare i mercati e realizzare le riforme (inclusa quella della Costituzione).

Siamo in mezzo a un guado: abbiamo lasciato la sponda degli ultimi anni, ma non intravediamo ancora quella dove approdare.

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