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Economia e Finanza

FINANZA/ I guai “atomici” di Obama arrivano sul mercato

Barack Obama (Foto Ansa)Barack Obama (Foto Ansa)

Ma ciò che deve spaventare maggiormente, anche se può apparire un paradosso parlando di un incidente nucleare, è il modo con cui Barack Obama sta conducendo la sua personale lotta contro l’industria del carbone in stati come Ohio, Kentucky e West Virginia, trasformando la Tsa (Transportation Security Administration, ente governativo che deve garantire la sicurezza dei trasporti) in una sorta di forza di occupazione militare per la repressione interna negli Usa. Vi sembra eccessivo? Leggete qui. In quei tre Stati a vocazione carbonifera, infatti, sono in corso “esercitazioni di sicurezza” congiunte di Tsa e personale militare e di agenzie federali capaci di coprire un’area di 5mila miglia con l’ausilio di supporto aereo di elicotteri Blackhawk, unità cinofile e team di intervento anfibio. Il motivo? Ignoto, visto che queste operazioni sarebbero una risposta a «nessuna minaccia specifica», ma unicamente una roboante dimostrazione del governo ai cittadini riguardo chi sia che comanda.

Il timore è uno solo: che gli statunitensi, esattamente come italiani e tedeschi, boccino il nucleare e mandino quindi in soffitta uno dei pilastri dell’amministrazione Obama. Con le cronache giapponesi che ci parlano di donne incinte fatte evacuare dai siti a maggior concentrazione radioattiva, di conigli mutanti e balene radioattive, c’è il forte rischio che la verità sull’incidente in Nebraska si tramuti nella pietra tombale del governo Democratico in vista delle elezioni del novembre 2012. Tanto più che gli enti federali statunitensi hanno dovuto confermare un aumento del 35% della mortalità neonatale per le madri che vivono nelle regioni costiere occidentali a causa delle radiazioni giunte dal Giappone...

Ora, questa accusa arriva da fonte russa e ieri è stata rilanciata con grande enfasi dal quotidiano pakistano in lingua inglese The Nation, quindi due paesi non esattamente in buoni rapporti con Barack Obama: bisogna quindi prendere tutto con le pinze, ma il fatto grave, gravissimo resta. Avevate infatti letto o sentito da qualche parte di un incidente nucleare in Nebraska a seguito delle inondazioni del fiume Missouri? No, eppure è accaduta davvero, certificato anche dagli Usa. Di più, sapevate di una no-fly zone «per ragioni di sicurezza che non possiamo rivelare» sopra il sito incriminato? No, eppure è stata istituita dall’ente per il controllo del traffico aereo Usa che lo ha certificato e confermato.

Un mio vecchio direttore mi diceva sempre che gli Usa sono come l’antica Roma: al loro interno, come nel Senato imperiale, ci si scannava, ma alla province, poi, arrivava sempre e solo un messaggio chiaro e univoco. Aveva ragione, il problema è che su argomenti come questi la versione ufficiale non basta, visto che si limita a dire che l’incidente c’è stato, la no-fly zone è stata istituita e l’accusa di livello di emergenza 4 rappresenta «una terminologia non accurata». Che sia la Russia ad attaccare gli Usa per una presunta censura sulle notizie, rappresenta davvero una nemesi storica, ma Barack Obama è riuscito anche in questo miracolo.