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Economia e Finanza

MANOVRE/ Malpensa, ecco come non perdere l’ultima chiamata

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Ne sono sicuro, perché mi è stato riferito che da parte loro la decisione di Lufthansa è stata considerata come un successo della propria iniziativa. Per Alitalia, l’obiettivo prefissato un anno fa, quando furono posizionati gli aeromobili AirOne a Malpensa, è stato sicuramente raggiunto.

 

Lufthansa resterà comunque a Malpensa, puntando ad aumentare i collegamenti con la Germania, in particolare con l’hub di Francoforte.

 

Si tratta di un ritorno al passato, alla vecchia logica che vuole che i quattro grandi aeroporti europei (Francoforte, Parigi, Amsterdam e Londra) diventino gli snodi per i voli intercontinentali italiani. Dato che si è spento il barlume di speranza che Lufthansa Italia potesse gestire un sistema di hub and spoke a Malpensa con gli altri membri di Star Alliance, ora si ritorna al passato, che vuol dire però alla situazione precedente al 1998. Certo, nel frattempo l’aeroporto è riuscito a creare una serie di voli intercontinentali, soprattutto di compagnie mediorientali e asiatiche, e nel Terminal 2 Easyjet ha accresciuto la sua forza, anche di tipo negoziale nei confronti della Sea. Si tratta di elementi di contesto assolutamente importanti, ma la strategia di fondo è quella.

 

La presenza così importante di un vettore low cost come Easyjet non può diventare un problema per le compagnie tradizionali che operano a Malpensa?

 

Easyjet non è un classica low cost, non è come Ryanair: ha una capacità di aggredire il mercato a tutto tondo, perché copre le direttrici principali con quattro o cinque frequenze al giorno, offre una serie di servizi aggiuntivi, è posizionata al Terminal 2 che è praticamente dedicato a lei. Sono tutti dettagli importanti anche per la clientela business. Perciò Easyjet è un concorrente molto temibile per chiunque voglia operare sul breve-medio raggio a livello nazionale ed europeo, sia per le compagnie tradizionali che per le altre low cost.

 

Si potrebbe cercare di favorire il self hubbing da parte dei passeggeri a Malpensa, magari collegando meglio i due terminal?

 

Sea si sta già muovendo per favorire il self hubbing e si tratta di uno sforzo importante e nient’affatto semplice, perché i due terminal non sono collegati in modo ottimale. Inoltre, esistono già logiche di self hubbing “fai da te” su Bergamo piuttosto che su Frankfurt-Hahn e su altri aeroporti serviti da Ryanair, che sul medio raggio europeo funzionano bene. Si tratta però di numeri abbastanza piccoli: nessuno può illudersi che Malpensa possa arrivare al 50% dei passeggeri in transito come Francoforte o Amsterdam grazie alla strategia del self hubbing, che al massimo potrà portare il dato al 7-10%.

 

In passato si è detto, e ancora oggi si ripete, che uno dei principali problemi di Malpensa sia la concorrenza di Linate. Cosa ne pensa?