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Economia e Finanza

MANOVRE/ Malpensa, ecco come non perdere l’ultima chiamata

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Nel corso degli ultimi anni a Linate è cambiato poco o nulla, se non qualche volo in più verso alcune destinazioni dell’Europa centro-orientale, grazie al fatto che la concorrenza del treno ha fatto ridurre le frequenze del Milano-Roma in alcune parti della giornata, dando spazio a nuove compagnie. Si tratta comunque di cambiamenti ininfluenti rispetto al fatto che ormai la concorrenza tra i due aeroporti si è stabilizzata da circa 7-8 anni. La vera “minaccia” semmai arriva da Bergamo.

 

Si spieghi meglio.

 

Orio al Serio continua a crescere a ritmi impressionanti e viene considerato sempre più aeroporto milanese al 100%, grazie alla quarta corsia sull’A-4 e all’aumento delle frequenze dei pullman che collegano l’aeroporto con il centro città. Quando poi si raggiungono i 6-7 milioni di passeggeri si innescano circuiti virtuosi che spingono a un ulteriore sviluppo, senza dimenticare il numero delle destinazioni che si è ampliato in modo importante anche verso zone molto periferiche di Spagna, Germania, Regno Unito che non sono raggiungibili da altri scali. Ryanair ha avuto un ruolo importante in questo sviluppo, che ha certamente influito sulle possibilità di crescita di Malpensa.

 

In termini di passeggeri trasportati, Malpensa resta ancora lontana dal livello raggiunto nel 2007, prima dell’addio di Alitalia. Secondo lei, ci sono possibilità di poter recuperare questo gap?

 

I transiti in un aeroporto hanno l’esito di far contare due volte i passeggeri, dato che scendono da un aereo e salgono su un altro. Non essendoci questo effetto moltiplicativo, il recupero sarà per forza di cose lento. L’anno è iniziato bene, Easyjet e AirOne faranno sì che l’addio di Lufthansa Italia non abbia impatti negativi sui passeggeri trasportati nel 2011, che immagino si chiuderà con una crescita del 6-7%, mentre sarà inferiore negli anni a venire. Ci sono dei fattori che possono però giocare a favore di Malpensa.

 

Di che cosa si tratta?

 

La Lombardia resta una regione importante dal punto di vista economico per l’Italia. Se ci sarà quindi una crescita importante del nostro Paese, ci saranno degli effetti positivi anche per il traffico business di Malpensa. Lo scalo lombardo è poi l’unico aeroporto che può crescere nell’area milanese, perché Linate e Orio al Serio hanno come capacità massima 10 milioni di passeggeri circa, per cui i loro margini di sviluppo nel medio periodo, cioè nel 2015, sono estremamente contenuti, a differenza di Malpensa. Questa crescita potrebbe anche essere rafforzata da alcuni miglioramenti della viabilità, come la Pedemontana, che è importante per estendere il bacino di riferimento verso la Brianza e Bergamo, e poi l’interconnessione ferroviaria con il Terminal 2, che è fondamentale per avere uno servizio frequente degno di questo nome.

 

La prossima occasione da non perdere per Malpensa è quindi l’Expo del 2015?

 

È certamente un’opportunità fondamentale, ma sarà necessario portare avanti tutti gli investimenti previsti, realizzare per tempo le interconnessioni ferroviarie e stradali di cui ho parlato prima, in modo che tutto quello che l’Expo può dare lo si possa cogliere al meglio.

 

(Lorenzo Torrisi)

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