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SCENARIO/ 1. Pelanda: l'errore di Tremonti condanna l'Italia al destino della Grecia?

L’Italia dovrà sia puntare al pareggio di bilancio, sia a ridurre di tanto le tasse per stimolare la crescita. Per questo, spiega CARLO PELANDA, Tremonti rischia di commettere un errore

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

L’agenzia di “rating” (valutazione) Moody’s ha annunciato venerdì scorso che potrebbe abbassare il voto di affidabilità del debito pubblico se l’Italia non dimostrerà entro tre/sei mesi di renderlo sostenibile sia riducendolo, sia facendo più crescita. Un mese fa la stessa posizione fu presa da un’altra agenzia, Standard & Poor’s. Tremonti ha reagito minimizzando e delegittimando gli istituti di rating ricordandone gli errori del passato, per esempio il voto di massima affidabilità a prodotti finanziari con sottostanti i mutui insolventi americani. Ma questo è un errore suicida.

I fatti dimostrano che il mercato finanziario globale segue le indicazioni delle agenzie di valutazione. E se il debito italiano verrà declassato costerà di più il suo rifinanziamento periodico (nuove emissioni per ripagare i titoli giunti a maturazione). Non solo. Il declassamento renderà più vulnerabile il debito italiano (120% del Pil) al contagio dell’eventuale crisi di insolvenza della Grecia e, più in generale, alla minor fiducia del mercato nei confronti dei debiti sovrani troppo grandi e per questo sempre più sospettabili di non poter essere ripagati, cioè di un destino di parziale insolvenza. 

Persino i debiti finora considerati credibilissimi di Stati Uniti (oltre il 100% del Pil) e Giappone (oltre il 200% del Pil) sono a rischio di declassamento perché recentemente rigonfiati. Appunto, al primo incidente il contagio di sfiducia toccherà certamente il debito italiano trasformandone i titoli in carta straccia e costringendo lo Stato a rifinanziarlo spendendo cifre stellari, fino al punto di forzarlo all’insolvenza o a richiedere  soccorso esterno, perdendo la sovranità, come successo alla Grecia e al Portogallo. E toccherà prima all’Italia che alla Spagna, perché la seconda ha molto meno capacità industriale, ma ha anche un molto minore volume di debito. 


COMMENTI
21/06/2011 - quali tagli (francesco taddei)

sarebbe ora di intervenire su sprechi e privilegi. ma quelli veri però! le pensioni dei parlamentari (doppie o triple!), la riduzione di politici in tutti i livelli dello stato, l'accorpamento e la riduzione delle province (abolirle è ormai una presa in giro), ecc. Basta con eurotasse (quella di prodi partì da base imponibile di un milione di lire) o con prelievi sul cc come fece amato.