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SCENARIO/ 1. Pelanda: l'errore di Tremonti condanna l'Italia al destino della Grecia?

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

In questo scenario, ripeto, è semplicemente suicida minimizzare i messaggi che vengono dalle agenzie di valutazione. La giusta risposta è quella, invece, di rendere credibile l’Italia alla valutazione da parte del mercato. Immagino che queste parole possano irritare molti lettori, che vi vedono una schiavitù nei confronti del mercato. Ma devono capire la realtà. Le istituzioni finanziarie che comprano titoli di debito devono basare le loro decisioni su un qualche criterio. Poiché il fare analisi in proprio del merito di ogni emissione sarebbe troppo costoso, preferiscono affidarsi alla valutazione di agenzie private specializzate scegliendo quella più credibile. 

A loro volta le agenzie di “rating” sono in concorrenza sul piano della credibilità. Dopo gli errori del recente passato, queste agenzie sono diventate più rigorose. Per questo il mercato ne segue le indicazioni. Anche perché coincidono con le valutazioni fatte dalle istituzioni pubbliche internazionali. Infatti, i motivi di allarme sull’affidabilità del debito italiano sono gli stessi dichiarati, pur con linguaggio più diplomatico, dalla Banca d’Italia, dalla Bce, dal Fmi, dall'Ue, ecc. 

In sintesi: il rigore senza sviluppo alla fine annulla il primo. Significa che l’Italia dovrà sia puntare al pareggio di bilancio, per non fare più deficit annui e quindi non aumentare il debito, sia a ridurre di tanto le tasse per stimolare più crescita con la quale rendere credibile la sostenibilità del debito stesso. Significa che il progetto di riforma fiscale ora allo studio da parte di Tremonti, e che prevede solo lo spostamento delle tasse senza ridurle, è inutile e perfino controproducente in relazione alla priorità di rendere affidabile l’Italia agli occhi del mercato. 

 

www.carlopelanda.com

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COMMENTI
21/06/2011 - quali tagli (francesco taddei)

sarebbe ora di intervenire su sprechi e privilegi. ma quelli veri però! le pensioni dei parlamentari (doppie o triple!), la riduzione di politici in tutti i livelli dello stato, l'accorpamento e la riduzione delle province (abolirle è ormai una presa in giro), ecc. Basta con eurotasse (quella di prodi partì da base imponibile di un milione di lire) o con prelievi sul cc come fece amato.