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Economia e Finanza

MANOVRE/ 1. Baldassarri (Fli): il rigore di Tremonti fa il gioco della Germania

Giulio Tremonti (Foto Ansa)Giulio Tremonti (Foto Ansa)

Dai contributi a fondo perduto, che ammontano a circa 44 miliardi di euro. Di questi, 15 sono relativi a Ferrovie, Anas e trasporto pubblico locale. Ne restano quindi 29. Trasformandoli in credito d’imposta - quindi modificando il modo con cui si dà il sussidio (non contanti prima, ma credito d’imposta quando l’azienda c’è) - si ottengono risparmi per circa 25 miliardi. Questi 45 miliardi di tagli andrebbero così divisi: 10 per diminuire il deficit, 15 da destinare alle famiglie, 12 per le imprese, 4 alle infrastrutture, 2 a università e ricerca e 2 a difesa e sicurezza. In questo modo, nel 2014 si ottiene il 4% in più di Pil e il deficit viene azzerato.

 

In effetti, secondo le vostre proiezioni, tale manovra, nonostante i tagli di 45 miliardi di euro, determinerebbe una crescita del Pil del 2,11% nel 2012, del 2,06% nel 2013 e dell’1,98% nel 2014. Com’è possibile?

 

Complessivamente nel triennio si avrebbe una crescita del Pil superiore al 4%. Questa sarebbe possibile tagliando non in orizzontale, ma in verticale le due voci di spesa (contribuiti a fondo perduto e acquisti di beni e servizi). Se però ci si limita solamente a tagliare gli sprechi, le malvessazioni, le ruberie, si incide poco sull’andamento dell’economia reale. Occorre che quei soldi “tagliati” vengano messi a disposizione delle famiglie, mediante il coefficiente famigliare, delle imprese, con il taglio dell’Irap, e degli investimenti infrastrutturali, in modo che producano l’effetto di sostenere la crescita, la quale fa sì che ci siano molte più entrate e meno deficit.

 

Sta parlando in pratica anche di una riforma fiscale. Cosa ne pensa di quella abbozzata da Berlusconi nel suo discorso alle Camere prima della verifica?

 

La riforma fiscale non deve essere fatta sulle aliquote, ma sulle famiglie, attraverso deduzioni per carichi di famiglia. Questo perché “lavorare” sulle aliquote avvantaggia i redditi medio-alti e riduce la progressività verticale dell’Irpef, mentre le deduzioni per carichi di famiglia introducono una doppia progressività dell’Irpef: quella verticale, in base al livello del reddito, e quella orizzontale, a parità di reddito, per chi ha più o meno famigliari a carico.

 

Lei parla di deduzioni, non di quoziente familiare.

 

Queste deduzioni introducono una forma di quoziente familiare, ma non come percentuale delle aliquote. La nostra proposta è chiara: 5.000 euro di reddito non tassato per ogni componente della famiglia. In questo modo si alza la no tax area in base al numero dei componenti della famiglia.

 

L’Europa e le agenzie di rating sconsigliano, però, una riforma fiscale in Italia.

 

Questa è una falsa comunicazione, usata strumentalmente da chi non vuole far nulla. Sia la Commissione europea che le agenzie di rating non hanno affatto detto che non si possono tagliare le tasse, ma che occorre tagliare la spesa corrente e azzerare il deficit pubblico. Da questo punto di vista, il Rapporto di Economia reale dimostra che tagliando gli sprechi nella spesa corrente e sostenendo la crescita si ottiene l’azzeramento del deficit. Andare in Europa, farsi dire le cose e interpretarle a modo proprio è una grande furbata. Mi lasci aggiungere una cosa.

 

Mi dica.