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MANOVRE/ 1. Baldassarri (Fli): il rigore di Tremonti fa il gioco della Germania

Pubblicazione:giovedì 23 giugno 2011 - Ultimo aggiornamento:giovedì 23 giugno 2011, 9.39

Giulio Tremonti (Foto Ansa) Giulio Tremonti (Foto Ansa)

Per la Germania, è molto conveniente che l’Italia sia in equilibrio finanziario, così da garantire il pagamento dei suoi debiti, ma contemporaneamente in una crescita asfittica, non competitiva, che si traduce in una minor concorrenza per le proprie merci. Chi fa equilibrio finanziario, strozzando l’economia e riducendo la competitività italiana è automaticamente il miglior ministro dell’Economia della Germania.

 

Sta dicendo che c’è un interesse estero affinché l’Italia resti in una condizione di bassa crescita?

 

Sì e lo si vede: metà delle esportazioni tedesche, che stanno facendo fare il boom economico alla Germania, è destinata ai paesi europei, Italia in testa. Il nostro Paese che garantisce il debito, ma non è competitivo, è il Bengodi per la Germania, perché così ci vende i suoi prodotti.

 

Da quanto ha spiegato prima, mi par di capire che è davvero possibile fare quei tagli selettivi di cui ha parlato anche Mario Draghi nelle sue ultime considerazioni finali.

 

Evidentemente sì. Draghi è stato mio compagno di scuola al Mit di Boston e queste cose ce le hanno insegnate 35 anni fa. Mi rendo conto, però, che un avvocato tributarista non le possa capire, perché non fanno parte del suo bagaglio formativo.

 

Nel Rapporto si evidenzia anche che la responsabilità dell’elevata spesa in Italia è in gran parte da attribuire alle Regioni.

 

Noi abbiamo riportato dati noti e ufficiali: il 53% della spesa pubblica non è deciso dal governo centrale, ma da Regioni, Province e Comuni. E negli ultimi cinque anni la voce di spesa per acquisti di beni e servizi, che è quella che nasconde le ruberie (e lo vediamo ogni tanto con gli scandali di appalti e forniture), è aumentata del 17% a livello delle amministrazioni centrali, del 23% per quel che riguarda i Comuni e del 37% da parte delle Regioni. Inoltre, nello stesso lasso di tempo la spesa per gli acquisti nel campo della sanità, dove è importante il ruolo delle Regioni, è aumentata del 50%.

 

Il federalismo fiscale potrà migliorare questa situazione?

 

Purtroppo no, poiché sono stati stabiliti, grazie all’inciucio tra Lega e Pd, dei costi standard che considerano la media dei costi storici del 2010, che contengono l’aumento anomalo del 50% di cui abbiamo parlato. Io avevo presentato un emendamento per considerare la media dei costi storici del 2005, prima cioè che iniziasse l’aumento anomalo delle spese, riconoscendo poi un aumento pari al tasso di inflazione, ma è stato bocciato.

 

(Lorenzo Torrisi)



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