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MANOVRE/ 2. Quadrio Curzio: perché non si parla delle due riforme fiscali del governo?

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Si tratta di un percorso difficile che non ammette divagazioni, anche perché i rischi incombono :il contagio dei paesi europei “grecizzati”; l’aumento dei tassi di interesse per contenere l’inflazione. È ben vero che se la crescita aumentasse il nostro percorso di rientro di finanza pubblica sarebbe facilitato e anche noi abbiamo alcune proposte in merito che comunque non devono portare a un aumento del deficit, anche se temporaneo. Dato questo vincolo, due progetti di riforma fiscale sono in esecuzione o in agenda: il federalismo fiscale; l’efficientismo fiscale, questa essendo una nostra denominazione.

Per quanto riguarda il federalismo fiscale, l’attuazione della delega conferita al governo con la legge 42 del 2009 è continuata bene. Ci sono molti profili fiscali e tra questi il fisco municipale che ha, tra l’altro, accorpato molte imposte e ha ridotto l’imposta sugli affitti con un cedolare secca con aliquota al 19% o al 21% e vantaggi per gli enti municipali per la lotta all’evasione. L’autonomia fiscale degli enti territoriali sarà molto rafforzata con vantaggi fiscali per i contribuenti: l’Irap potrà essere azzerata; l’addizionale Irpef regionale potrà tener conto dei figli a carico; la compartecipazione Iva sarà legata al riscosso sul territorio e non più, come oggi, ai consumi Istat che premiano chi evade. E non è tutto, ragione per cui è bene ricordare che si tratta davvero di una riforma fiscale di grande portata della quale molti si sono già dimenticati.

La grande rilevanza di questa riforma è che la stessa applica il principio di sussidiarietà, che esprime con forza il ruolo di una democrazia partecipativa. Non è dunque solo una questione di aliquote e di quantità, ma anche di qualità di cui il nostro Paese ha molto bisogno.

Per quanto riguarda la riforma che abbiamo denominato “efficientismo fiscale”, nel Programma nazionale di riforma presentato in aprile dall’Italia all’Unione europea è delineata in modo abbastanza chiaro. Le caratteristiche principali dello stesso sono: la riduzione dell’imposizione sul lavoro; la drastica riduzione dei regimi di favore fiscale, che attualmente sono circa 400 e che erodono la base imponibile; graduale spostamento dalle imposte dirette alle indirette; distinzione tra dovere fiscale e assistenza sociale; riduzione delle aliquote quando le risorse per la copertura saranno disponibili.


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