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MANOVRE/ 2. Quadrio Curzio: perché non si parla delle due riforme fiscali del governo?

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In conclusione, i nuovi criteri direttivi che la riforma dovrà applicare sono: progressività, in funzione della capacità contributiva; neutralità e non distorsività rispetto alle persone, alle famiglie e alle imprese; solidarietà; semplicità.

Dunque, le riforme fiscali sono in corso o in programma, ma richiederanno tempo, come ogni importante riforma del sistema tributario, e perciò la pressione fiscale resterà dal 2011 al 2014 intorno al 42,5%, con la sola possibilità di ridurre alcune imposte nella misura in cui il recupero dell’evasione darà le risorse per la copertura. In tal caso, noi privilegeremmo una riduzione delle imposte sui salari da produttività e su sgravi fiscali radicali per le spese delle imprese in ricerca e sviluppo.

In altre parole, scelte di alleggerimento fiscale selettive per aumentare la competitività del sistema produttivo italiano dalla quale deriverebbe più crescita e più occupazione.

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