BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

TRENI/ Nessuno sciopero, ma il primo luglio viaggi a rischio: ecco perché

Pubblicazione:giovedì 23 giugno 2011

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

Finora Rete ferroviaria italiana ha cercato, attraverso lettere inviate al direttore dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, Alberto Chiovelli, di ottenere una proroga di alcuni mesi per poter predisporre dei sistemi alternativi di controllo del traffico. La risposta è stata una breve dilazione dell’entrata in vigore delle norme a venerdì 1° luglio. E arriviamo quindi alla lettera di Elia a Matteoli in cui si chiede un intervento del ministero che possa scongiurare una situazione a dir poco problematica.

Secondo Rete ferroviaria italiana, infatti, sarebbero circa 600 i treni (tra passeggeri e merci) che dovrebbero essere soppressi ogni giorno per permettere il rispetto delle nuove norme, le quali avrebbero effetti sulle linee dove i lavori avvengono a distanze minime dai binari comprese da un metro e mezzo fino a due metri e settanta. In pratica solamente i treni ad alta velocità Frecciarossa non correranno rischi, solo perché la manutenzione di tale tipo di linea si effettua normalmente di notte, quando i treni non circolano. Ma per tutte le altre tipologie di convogli, dai regionali, agli intercity, fino ai merci (pari al 90% del traffico totale), si rischiano ritardi e soppressioni. Per di più tutto questo potrebbe verificarsi a partire da luglio, cioè nel pieno dell’estate, quando il treno diventa uno dei mezzi di trasporto più utilizzati dagli italiani per raggiungere i luoghi di villeggiatura, in particolare sulle lunghe distanze, onde evitare di viaggiare in auto. E i disagi potrebbero esserci anche per chi non andrà in vacanza, ma dovrà andare a lavoro utilizzando il treno.

La società che fa capo a Ferrovie dello Stato ha avvisato anche il ministro dei minori ricavi che avrebbe dal ridotto utilizzo della rete che si verrebbe a creare (44 milioni di euro di mancati pedaggi), oltre ai costi straordinari dovuti alla necessità di cercare di spostare quanti più possibili interventi in orario notturno, con relativi oneri relativi al costo del lavoro (circa 240 milioni di euro). Soldi che in qualche modo arriverebbero dai contribuenti, dato che stiamo parlando di un’azienda a controllo pubblico.


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >