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J'ACCUSE/ Pelanda: ecco perché la manovra di "sinistra" del Governo affossa l'Italia

Pubblicazione:lunedì 27 giugno 2011

Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi (Imagoeconomica) Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi (Imagoeconomica)

Valutazione. Se tolgo dal sistema economico 60 miliardi di euro in tre anni, smettendo di reperirli con indebitamento, e non compenso tale riduzione creando ricchezza via crescita dell’economia, alla fine non solo renderò più povera la nazione, ma anche fallirò nel raggiungere l’obiettivo del  pareggio di bilancio perché il gettito fiscale sarà minore.

Per inciso, questa è l’analisi che ha portato le agenzie di “rating” a ridurre la fiducia prospettica sul debito italiano. Possibile che il governo non lo sappia? No, lo sa benissimo. Ma evidentemente non ritiene di avere il consenso sufficiente per fare un’operazione combinata di rigore e sviluppo che implica azioni di cambiamento del modello e di vendita del patrimonio per ridurre il debito, spesso da me invocate e dettagliate. Quindi adotterà una politica di tagli senza crescita. Il gettito in meno? Lo compenserà aumentando la repressione fiscale. In sintesi, la linea del governo è: tagliare spesa, spostare le tasse senza ridurle, bilanciare il minor gettito dovuto alla combinazione tra bassa crescita e deflazione da rigore via recupero dell’evasione.

Con questa impostazione il governo avrà non troppa opposizione dalla sinistra e dai sindacati moderati perché, in sostanza, offrirà il seguente scambio: se mi lasciate fare qualche taglio, manterrò in cambio il modello assistenzialista-statalista caro alla sinistra e a tutti gli interessi parassitari. Da un lato, è bene che si taglino un po’ di sprechi nelle spese per la politica, nel sistema sanitario con costi fuori controllo, ecc. Dall’altro, tale politica lima il modello inefficiente per renderlo sostenibile, ma non cambiandolo ne perpetua l’impatto depressivo sulla crescita. E ciò porta l’Italia verso un destino di declino, pur lento, mantenendola vulnerabile ad incidenti sul debito. Buon impoverimento.

 

www.carlopelanda.com

 



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COMMENTI
27/06/2011 - le privatizzazioni sono la via d'uscita? (antonio petrina)

egr prof che i tagli alle spese improduttive (sia degli enti ubblici e sia delle agevolaz fittizie alle imprese private) sia la via maestra , ce lo ricorda una delle attuali privatizzazioni della Tirrenia nei trasporti marittimi con presunti monopoli,ritardi,blocchi della privatizzazione dalle regioni... non senza gli effetti post referendum per la liberalizzazione (rectius: privatizzazione) dei servizio del ciclo integrato e dei rifiuti: napoli docet !!