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FINANZA/ E ora Grecia e Usa fanno ballare borse e mercati

Mentre la situazione dell’eurozona, grazie alla Grecia, resta fibrillante, anche gli Stati Uniti affrontano difficoltà finanziarie. Un combinato esplosivo, come spiega MAURO BOTTARELLI

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

La scaramanzia è certamente sintomo di ignoranza, ma, per una volta, cari lettori, mettete mano agli amuleti. Così parlò, infatti, George Soros, pescecane finanziario travestito da filantropo, durante un congresso a Vienna: «Il sistema finanziario rimane estremamente vulnerabile. Siamo in prossimità di un collasso economico che nascerà dalla Grecia e si diffonderà molto velocemente».

In effetti, questa volta non avevamo bisogno delle doti da chiromante dei mercati di Soros per capire che il tempo sta scadendo: ieri il decennale irlandese pagava un rendimento dell’12,1%, quello portoghese dell’11,65% e lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi toccava il record di 222 punti base. Insomma, il contagio greco è già cominciato, nonostante il voto parlamentare sul pacchetto di austerity del governo di Atene si terrà soltanto questa sera. I leader europei, almeno quelli dotati di un minimo di realismo, ne hanno preso atto: il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, domenica ha dichiarato alla stampa che «l’Europa si sta preparando al peggio».

Vaticina ancora George Soros: «Ci sono correzioni fondamentali da apportare, prima delle quali quella riguardo la non copertura per l’euro da parte di un’unione politica o di un Tesoro condiviso. Questa situazione fa in modo che se qualcosa va storto in una delle nazioni che partecipano all’eurozona, non c’è capacità di correzione. È probabilmente inevitabile che alle nazioni altamente indebitate verrà fornita una scorciatoia per uscire dall’euro».

Insomma, si rimette mano ai Trattati per garantire un meccanismo di uscita che non mandi all’aria l’intero castello dell’eurozona. Prepariamoci, quindi, all’oro in rally verso quota 2.000 dollari l’oncia, visto che quella aurea è stata la moneta più forte e performante degli ultimi anni contro tutte le altre valute, compreso il franco svizzero. Il perché è presto detto: il principale vantaggio dell’oro, infatti, è che protegge dalla svalutazione valutaria, situazione che saremo destinati a conoscere nelle prossime settimane. Altro che bolla, quindi: basti vedere la crescente richiesta d’oro in Grecia degli ultimi giorni, una fame aurea che presto contagerà gli altri paesi periferici sulla scorta del timore contagio per il default ellenico.

Il ritorno al golden standard è alle porte: non a caso la Cina ha aumentato le proprie riserve e la Russia sta ammassando oro nei caveau della Banca centrale per legarvi il rublo, sperando di tramutarlo in questo modo nella valuta più sicura al mondo (visto che, come di fatto confermato dal congressista repubblicano, Ron Paul, nella sua richiesta di chiarimento alla Fed, l’oro della Federal Reserve stipato a Fort Knox è soltanto tungsteno ricoperto da un sottilissimo strato aureo. I contratti aurei della Fed, infatti, sono del 1934!).


COMMENTI
28/06/2011 - danni molto superiori al valore del suo debito (Fabrizio Terruzzi)

che gli USA possano fra tremare le borse è comprensibile. Ma che la Grecia possa provocare disastri planetari enormemente superiori al valore del suo debito, che è pari solo all'1,7 ca di quello complessivo europeo, non è concepibile. Solo la stupidità e/o l'incapacità di chi ci governa può essere la spiegazione. Si pensi che un calo del 2-3% delle borse europee già copre in valore il debito della Grecia.