BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ 2. Così Tremonti rischia di perdere la partita della manovra

Pubblicazione:martedì 28 giugno 2011

Giulio Tremonti (Foto Ansa) Giulio Tremonti (Foto Ansa)

Veniamo al secondo punto. La “teoria delle scelte collettive” indica che tra le varie misure di cui si parla la più popolare e quella a cui è associato il maggior grado di reputazione è la riforma tributaria, ossia la riduzione del numero di tasse e imposte, nonché degli scaglioni di aliquote, l’introduzione di un fisco tarato alla famiglia (e tale da contribuire a risolvere il nodo centrale dei problemi economici dell’Italia: l’invecchiamento demografico causato dalla denatalità), la semplificazione del sistema specialmente della tassazione sulle rendite finanziarie. Sarebbe ancora più popolare se prevedesse l’abolizione dell’imposta di scopo più anacronistica e più odiata: il canone Rai.

È senza dubbio “popolare” e anche “reputazionale” la riduzione dei costi della politica, sempre che non si tratti di blaterare principalmente su auto blu e simili, ma si portino da subito (non dalla prossima legislatura) prebende varie alla media europea, si operi effettivamente sui rimborsi elettorali e su sovvenzioni a giornali-fantasma.

In materia di stipendi dei dipendenti pubblici e di pensioni c’è il pericolo, da un lato, di avere a che fare con interessi molto agguerriti e con il finire con molto rumore per nulla (varando misure prive di effetti concreti o che vengano annullate dai tribunali). Sarebbe molto più significativo varare un “programma delle scelte di bilancio” simile a quello che negli anni Ottanta ha portato la Francia da frequenti riallineamenti della moneta (modo elegante per parlare di svalutazioni) all’accordo del Louvre del 1987 sulla parità fissa tra franco e marco. Sarebbe saggio affidarlo al servizio studi della Ragioneria Generale dello Stato.

Sarebbe “popolare” e “reputazionale” non solo un vasto piano di liberalizzazioni (con una “norma del tramonto”, secondo cui qualsiasi legge decade se non riapprovata entro un certo numero di anni), ma anche l’introduzione di competitività tra enti pubblici: la “premialità” ai Comuni con i conti in regola è un buon passo. Deve però essere accompagnata dalla cancellazione immediata di tutte quelle “contabilità speciali” - il solo Ministero dei Beni Culturali ne ha 324 - che rendono impossibile qualsiasi gestione efficace di bilancio e costano molto sul tavolo della “reputazione” pur se rendono qualcosa su quello della “popolarità” rispetto ad alcuni forti interessi costituiti.

Riuscirà il nostro eroe a fare il doppio poker simultaneamente? La teoria economica ci dice che ciò comporta un sistema di equazioni alle differenze finite. Ma siamo nella realtà effettiva di una società . E le equazioni alle differenze finite non ci aiutano più di tanto.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.