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SCENARIO/ Bertone: il taglio che divide Berlusconi e Tremonti

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Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (Foto Ansa)  Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (Foto Ansa)

Infine, sarebbbe riduttivo limitare la partta ai soli aspetti quantitativi: la riforma dal lato delle entrate rischia di non bastare se, nel frattempo, non viene ridotta e riqualificata la spesa, attraverso interventi mirati. Il governatore Mario Draghi, al proposito, ha appena fatto un elenco impietoso degli sprechi delle amministrazioni sia del Sud che del Nord, tanto per smentire la retorica leghista. È necessario, insomma, un colpo di reni all’insegna della coesione nazionale, un po’ sulla falsariga di quel grande patto sociale che ha permesso alla Germania di guadagnare venti punti percentuali di competitività sull’Italia dalla metà degli anni Novanta a oggi.

Non è un’impresa impossibile, purché dall’analisi, ampiamente condivisa, si passi alla terapia, senza anteporre l’interesse delle corporazioni al senso comune. O illudendosi che gli sgravi fiscali possano essere un “pasto gratis” da consumare subito, senza correggere nel frattempo la selva di detrazioni, deduzioni, elusioni e piccole o grandi evasioni che distinguono il Bel Paese dalle aree più civili. Non è così.

Semmai, la riforma del fisco può funzionare solo su un motore civile ben robusto, in grado di tradurre in potenza di giri il nuovo carburante. Altrimenti, si finisce con l’ingolfare la macchina.

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COMMENTI
05/06/2011 - la ricetta (francesco scifo)

Mi pare che non esista una ricetta buona per risolvere tutti i problemi e che sia del tutto utopistico cercarla. In realtà, l'approccio liberale deve essere quello di risolvere un problema per volta, vedere cosa succede e, poi, passare al successivo. Si vuole stimolare la produzione? Prima di tutto occorre limitare la burocrazia degli adempimenti obbligatori per le imprese: non hanno senso per le piccole imprese registri come quello antiriciclaggio, DPS privacy, quello sulla sicurezza ed i mille altri previsti per legge, comportano solo dei costi senza alcun vantaggio concreto sulla tutela dei beni che dovrebbero proteggere (privacy, sicurezza, riciclaggio di somme dell'universo criminale). Deve essere differenziato il piccolo dal grande e dal medio, anche negli adempimenti obbligatori. Secondo, se si vuole aumentare il lavoro e la produzione bisogna renderli convenienti rispetto alla finanza speculativa: vanno aumentate le tasse sui profitti finanziari e di borsa e deve essere prevista la Tobin tax, non certo aumentata l'IVA, già tra le più alte del continente. Altrimenti, si farà di nuovo pagare ai cittadini una serie di pannicelli caldi inutili.

 
03/06/2011 - idee in libertà (francesco taddei)

il Sistema Idrico integrato coniuga presenza dello stato e risorse private. non si potrebbe pensare ad un sistema simile per altre municipalizzate (quasi sempre in deficit) quali i trasporti pubblici o la nettezza urbana, come proposto dal sindaco Renzi in questi giorni? non comporterebbe un risparmio? non si potrebbe intervenire su chi prende due o tre pensioni (quelle dei parlamentari francesi sono su contributi volontari!)? non si potrebbe stimolare il mercato interno con le liberalizzazioni delle professioni? si può cominciare a parlare della necessità di una grande coalizione?