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SCENARIO/ 2. Gentili: c'è un doppio taglio che può rovinare le mosse del governo

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Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (Foto Ansa)  Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (Foto Ansa)

Anche qui vale quanto dicevo prima a proposito dei tagli: nella giungla così intricata di esenzioni e agevolazioni fiscali (circa 476 voci nel mirino per un gettito di 160 miliardi) bisognerà vedere che cosa si riuscirà davvero a tagliare e quali resistenze si incontreranno nel farlo. Le risorse che verranno fuori, insieme ai risultati della lotta all’evasione fiscale, serviranno per dare un colpo reale in direzione della riforma fiscale a favore dei redditi dei lavoratori e delle imprese. E questa è una cosa che chiedono tutti, ma qualcuno dovrà per forza rinunciare a dei “privilegi”.

 

Si parla anche di una riduzione graduale dell’Irap fino a una sua cancellazione nel 2014: una buona notizia per le imprese.

 

Su questo tema già negli anni passati sono state fatte delle promesse poi disattese, anche perché l’Irap assicura un gettito superiore ai 30 miliardi di euro che finiscono a finanziare la sanità. Credo che l’indicazione del 2014 vada letta in riferimento a quanto già previsto dal federalismo fiscale a proposito della facoltà data dal 2013 in poi alle regioni di ridurre questa imposta. La maggior parte del mondo imprenditoriale aspetta quindi con ansia di sapere se si procederà verso l’abolizione graduale di una tassa malvista sin dalla sua introduzione.

 

Per quel che riguarda le imprese, la manovra potrebbe contenere l’abolizione dell’Istituto nazionale per il commercio estero (Ice) e alcune liberalizzazioni. Sono misure che porteranno benefici?

 

Le imprese in questo momento attendono di conoscere i contenuti precisi e i dettagli operativi della manovra. Per quel che riguarda l’Ice, la stessa Confindustria un paio di mesi fa ha dichiarato che si sarebbe fatta carico del problema e ha sottolineato la necessità di privatizzare un ente che costa molto e ha un basso rendimento dal punto di vista dell’export italiano. Per quanto riguarda le liberalizzazioni, si tratta di uno di quei terreni in cui il governo ha fatto finora pochissimo, come dimostrato anche dall’ultima relazione al Parlamento del presidente dell’Antitrust. Nella manovra pare non ci sarà nulla riguardo gli avvocati e i notai (gli albi messi nel mirino dell’Antitrust). Evidentemente lì si andrebbero a toccare interessi corposi. È inutile però parlare di liberalizzazioni se ogni volta ci si ferma alla prima difficoltà.

 

In una lettera aperta al Presidente Napolitano, l’ex ministro Antonio Martino suggerisce di “spacchettare” il ministero dell’Economia da quello delle Finanze, in modo da favorire l’adozione di politiche di sviluppo. Cosa ne pensa?


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