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SCENARIO/ 2. Gentili: c'è un doppio taglio che può rovinare le mosse del governo

Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (Foto Ansa) Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (Foto Ansa)

L’esperienza del nostro Paese ci dice che abbiamo cominciato ad accumulare dosi massicce di debito pubblico proprio negli anni in cui le competenze in ambito istituzionale erano molto frammentate. Oggi il Mef riunisce le competenze che in passato erano di quattro ministeri, che spesso in governi di coalizione venivano distribuiti in una logica di “bilancino” politico a seconda delle esigenze del momento. La legge Bassanini ha aperto una positiva razionalizzazione di questo sistema. L’altra faccia della medaglia è che si concentrano nelle mani di una sola persona dei poteri molto forti, che lo pongono a volte quasi sullo stesso piano dello Premier. Non credo però che si possa tornare a spacchettare queste competenze. Già Prodi nel 2006 divise il welfare dalla famiglia e i risultati non sono stati buoni.

 

Forse un maggiore impulso allo sviluppo potrà arrivare grazie all’accordo siglato martedì sera tra sindacati e Confindustria sui contratti e la rappresentanza. Servirà a evitare l’uscita di Fiat da Confindustria? Favorirà l’attrattività degli investimenti esteri?

 

Certamente è un passo in avanti significativo e per certi versi rappresenta il coronamento di un percorso iniziato nel 2009 con la firma (non della Cgil) della riforma contrattuale che ha cominciato a spostare il suo baricentro sul lato aziendale e che ha permesso i contratti in deroga voluti da Marchionne. Ancora non sappiamo se questo accordo sarà sufficiente alla Fiat per rimanere in Confindustria. Certamente crea i presupposti affinché i contratti siano effettivamente esigibili fino in fondo. L’accordo sulla rappresentatività dovrebbe inoltre evitare di portare le relazioni industriali nelle aule dei tribunali, cosa che crea incertezza drammatica non solo per l’azienda di volta in volta interessata, ma anche per un investitore estero che vede spesso che i problemi non vengono risolti in un tavolo di confronto con il sindacato, ma davanti a un giudice. L’accordo è inoltre un segnale importante di coesione tra imprese e sindacati in un momento in cui nel Paese su molti altri fronti regna l’immobilismo.

 

(Lorenzo Torrisi)

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