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MANOVRE/ Berlusconi vs Tremonti: a chi tocca la "bugia" sul taglio delle tasse?

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Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)  Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Siamo alle ennesime calende greche? Può darsi. Quello che è certo è che, con la crisi persistente dei debiti pubblici, la crescita asfittica in Europa e i conti pubblici da tenere sotto osservazione, è bene non azzardarsi ad annunciare riduzioni monstre di tasse. Un annuncio secco del genere indurrebbe a perplessità sulla tenuta della nostra finanza pubblica, il costo del debito pubblico salirebbe, gli interessi che lo Stato pagherebbe sarebbero più alti e pure le banche ne risentirebbero, visto che in pancia una tale mole di titoli di stato che è bene non fare dichiarazioni avventate.

Beninteso, tutti vorremmo che le tasse calassero, e di un bel po’. E si può anche sostenere che il centrodestra ha tradito una delle sue principali promesse. Vero, ma sarebbe da irresponsabili intaccare il livello attuale delle entrate fiscali mettendo a rischio gli equilibri della finanza pubblica. Anche perché il governo si è impegnato con Bruxelles - e le opposizioni non hanno contestato, anzi - a raggiungere un tendenziale pareggio di bilancio entro il 2014.

Un obiettivo che comporterà una manovra spalmata sugli anni 2013 e 2014 pari al 2,3% del Pil (Prodotto interno lordo) che sarà approntata in uno dei prossimi consigli dei ministri. Quindi, chi volesse azzardare un robusto taglio fiscale è pregato di indicare anche quali spese pubbliche sono da tranciare per recuperare più dei 40 miliardi di euro circa che devono essere individuati per la manovra da 2,3 punti di Pil.


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COMMENTI
06/06/2011 - UNA PRETESA ASSURDA (celestino ferraro)

Se il bilancio dello Stato non può permettersi certe spese, a che vale insistere col dito nella piaga? La "bugia" di Berlusconi è da stigmatizzarsi? Che sarebbe cambiato? Anche senza bugia le tasse non sarebbero state decurtate, la bugia è a fin di bene, gli italiani hanno vissuto qualche mese in più di "felicità".

 
06/06/2011 - Ma voi economisti che ci state a fare? (forno lodovico)

Scusi la provocazione un pò rozza, ma a volte è meglio essere diretti. Mi sono un pò stancato di leggere commenti che sono il chronichron del palazzo, dove il giallo incombe, l'interpretazione delle intenzioni o delle dichiarazioni, i sofismi delle schermaglie politiche. Io personalmente, ma credo molte altre persone come me, ho creduto nella coalizione al governo e l'abbiamo votata perchè proponeva un sistema politico-economico dove ci sarebbe stato più società e meno stato (scusi il bisticcio). Mi sento preso in giro quando mi si dice che è difficile e quindi non lo si fa e quel che si fa E' STATALISMO come quello di prima. Ne ho piene le tasche del pragmatismo cieco del titolare dell'economia, che, con il suo antipatico piglio, ti rigira la frittata. E lei che fa, si accoda a questo miope falso buon senso, il buon senso di chi non ha mai creduto in questa proposta e la osteggia in ogni maniera ed infine me lo cita come esempio di grande saggezza. Lodovico Forno

 
06/06/2011 - spese pubbliche da tranciare (francesco taddei)

abolizione diritto alla pensione per i parlamentari, no a 2 o 3 pensioni per individuo, riduzione personale politico statale (assessori, consulenti), riduzione degli enti locali, privatizzazione dei trasporti (fs e trasporti locali, come proposto dal sindaco Renzi ), privatizzazione raccolta rifiuti in più società cooperative, liberalizzazioni delle professioni come negli altri paesi dell' UE. da tutto questo si potrebbero avere dei risparmi?