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MANOVRE/ Berlusconi vs Tremonti: a chi tocca la "bugia" sul taglio delle tasse?

Pubblicazione:lunedì 6 giugno 2011

Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica) Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Per questo è più ragionevole concentrarsi - come sta facendo l’Economia - nel porre le basi, teoriche, tecniche e politiche, per disboscare il sistema fiscale da troppe agevolazioni e troppi sgravi che negli anni hanno solo favorito questa o quella categoria di contribuenti, questa o quella categoria di imprese, con il risultato di avere una delle più alte pressioni fiscali nominali ma molteplici scappatoie elusive mascherate da agevolazioni e deduzioni per erodere le basi imponibili.

E a chi pensa che le ultime elezioni amministrative siano state perse dal centrodestra per l'irrisolta questione fiscale, sarebbe utile considerare che forse, più che sulle aliquote delle imposte, occorre concentrarsi su tempi e modi di riscossione dei tributi che sono diventate vere e proprie “vessazioni”. I virgolettati non sono anonimi, ma di una persona che della materia s’intende: Giulio Tremonti.



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COMMENTI
06/06/2011 - UNA PRETESA ASSURDA (celestino ferraro)

Se il bilancio dello Stato non può permettersi certe spese, a che vale insistere col dito nella piaga? La "bugia" di Berlusconi è da stigmatizzarsi? Che sarebbe cambiato? Anche senza bugia le tasse non sarebbero state decurtate, la bugia è a fin di bene, gli italiani hanno vissuto qualche mese in più di "felicità".

 
06/06/2011 - Ma voi economisti che ci state a fare? (forno lodovico)

Scusi la provocazione un pò rozza, ma a volte è meglio essere diretti. Mi sono un pò stancato di leggere commenti che sono il chronichron del palazzo, dove il giallo incombe, l'interpretazione delle intenzioni o delle dichiarazioni, i sofismi delle schermaglie politiche. Io personalmente, ma credo molte altre persone come me, ho creduto nella coalizione al governo e l'abbiamo votata perchè proponeva un sistema politico-economico dove ci sarebbe stato più società e meno stato (scusi il bisticcio). Mi sento preso in giro quando mi si dice che è difficile e quindi non lo si fa e quel che si fa E' STATALISMO come quello di prima. Ne ho piene le tasche del pragmatismo cieco del titolare dell'economia, che, con il suo antipatico piglio, ti rigira la frittata. E lei che fa, si accoda a questo miope falso buon senso, il buon senso di chi non ha mai creduto in questa proposta e la osteggia in ogni maniera ed infine me lo cita come esempio di grande saggezza. Lodovico Forno

 
06/06/2011 - spese pubbliche da tranciare (francesco taddei)

abolizione diritto alla pensione per i parlamentari, no a 2 o 3 pensioni per individuo, riduzione personale politico statale (assessori, consulenti), riduzione degli enti locali, privatizzazione dei trasporti (fs e trasporti locali, come proposto dal sindaco Renzi ), privatizzazione raccolta rifiuti in più società cooperative, liberalizzazioni delle professioni come negli altri paesi dell' UE. da tutto questo si potrebbero avere dei risparmi?