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SCENARIO/ 1. Pelanda: così lo "statalista" Obama vuole affossare l'Italia

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Hu Jintao e Barack Obama (Foto: ANSA)  Hu Jintao e Barack Obama (Foto: ANSA)

 

Tale errore, tipico dell’ideologia statalista, ha rallentato la ripresa. Ma non credo che Obama continuerà a sbagliare in quanto è consapevole che per tentare di essere rieletto nel 2012 dovrà mostrare una politica economica capace di portare la disoccupazione almeno sotto il 7% o se no perderà i consensi degli elettori centristi che fanno la differenza. Con una complicazione. Dovrà anche varare un piano credibile di riduzione del debito pubblico. In queste condizioni non potrà far altro che tagliare la spesa e confermare la riduzione delle tasse originata dalla precedente Amministrazione Bush per ridare fiducia agli attori di mercato ed incentivarli a fare nuovi investimenti.

Per tale motivo ritengo che non vi sarà recessione e che il boom americano atteso per giugno prima o poi verrà, probabilmente alla fine dell’anno. Quindi la domanda globale terrà e noi riusciremo a sopravvivere. Ma con un problema. L’ansia di fare crescita porta l’America a svalutare il dollaro facendo salire l’euro a livelli di cambio che penalizzano le esportazioni. Pertanto la sfida alle imprese italiane internazionalizzate è doppia: riuscire ad essere competitive nonostante gli aberranti costi sistemici  ed in più creare prodotti di qualità tale da essere meno sensibili al cambio.

Le nostre medie imprese internazionalizzate sono capaci, ma dovrebbero ricevere un aiuto almeno sul piano della riduzione dei costi. Se il nostro export si riduce, e non sta andando benissimo, poi non ci resterà altro motore di crescita. Il rigore è necessario, ma detassare le imprese è vitale.

 

www.carlopelanda.com



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COMMENTI
06/06/2011 - libero mercato quando? (francesco taddei)

il mercato interno non può essere stimolato anche da liberalizzazioni, per esempio delle professioni? il governo aveva annunciato in maggio una possibile manovra in tal senso ma evidentemente i "professionisti"sanno farsi valere.