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QUALCOSA DI SINISTRA/ Caro Tremonti, la patrimoniale può "aiutare" il governo e l’Italia...

Il governo pensa di trasferire parte del carico fiscale verso l’Iva. SERGIO LUCIANO spiega perché un prelievo patrimoniale una tantum sui grandi patrimoni potrebbe essere positiva

Foto Ansa Foto Ansa

Le esercitazioni teoriche degli economisti a suo tempo chiamati dal presidente francese Sarkozy a ripensare il concetto di “Prodotto interno lordo”, riformandolo in modo da avvicinarlo a un più generale criterio di “Benessere interno lordo” - da Pil a Bil, insomma - pur avendo lasciato tutto il tempo che avevano trovato, almeno un merito l’hanno avuto: quello di chiarire che il concetto di benessere percepito è molto più rilevante ed è molto diverso da quello di crescita del Pil. Mentre quest’ultima è infatti un’aggregazione statistica, il benessere percepito deriva da quell’insieme di fattori misurabili, ma non solo, e necessariamente materiali, che inducono la “sensazione di benessere” presso la popolazione di un Paese o la maggioranza di essa.

Ebbene: al punto in cui è la finanza pubblica italiana, per quadrare il cerchio di mantenere i saldi del deficit e del debito secondo i dettami europei e insieme far crescere il Pil, rischia di diventare inevitabile far diminuire il Bil, il benessere percepito. Il che sul piano politico, in una fase convulsa e caotica come questa che sta attraversando il Paese, rischia di essere del tutto impraticabile.

Ecco, allora, che dalle primissime indiscrezioni, la manovra finanziaria da complessivi 40 miliardi di euro in tre anni che il governo deve progettare e presentare il 20 giugno alla riunione dell’Ecofin, il consiglio dei ministri europei dell’Economia e delle Finanze, rinvierà al 2013 - sicura responsabilità quindi di un futuro governo - la parte più consistente, riservando a questo e al prossimo esercizio aggiustamenti di minore impatto.

Già, perché con una pressione fiscale complessiva sulle imprese che può arrivare (dati Confindustria) al 58% e sulle persone che arriva al 43% è impensabile aumentare le tasse centrali (quelle locali qua e là stanno aumentando con i primi perversi effetti del federalismo, ma possono aumentare solo in misura minima). E allora, per quadrare i conti, non si possono che tagliare le spese, esercizio in teoria agevole visto che appunto la spesa pubblica ammonta al 51,2% del Pil. Ma è qui che, direbbe Totò, casca l’asino. Perché il ministro Tremonti ha dovuto prendere atto che la politica dei “tagli lineari” era l’unica che poteva essere realisticamente praticata in un Paese dove le lobby, tutte elettoralmente ben rappresentate, erano lì pronte, con i fucili spianati, a impallinare qualunque squilibrio nell’austerity si profilasse all’orizzonte. Con i tagli lineari, invece, tutti sono rimasti delusi, ma nessuno ha potuto lamentare di essere bistrattato rispetto agli altri.


COMMENTI
07/06/2011 - impossibile,ma.... (attilio sangiani)

buona parte del "patrimonio" da tassare è costituito da titoli del debito pubblico e da titoli e beni posseduti all'estero. Impossibili da tassare,perchè al portatore o non conoscibili. Teniamo conto,poi,del debito pubblico da rifinanziare. Finiremmo anche peggio della Grecia,Spagna e Portogallo.. La globalizzazione selvaggia,voluta dalle sinistre europee ed americana,passate dallo statalismo al liberismo senza freni, è ormai irreversibile. Quanto alla "casta" numerosissima e costosa,forse si sarebbe potuto ridimensionarla se la sinistra non avessa fatto fallire la riforma costituzionale approvata dal Parlamento nel quinquennio 2.001-2.006,complici Scalfaro,Ciampi,Fini,.... Con la magistratura strapagata e strainefficiente,dominata dalla sinistra,i cui stipendi sono stati gonfiati per aumentare le indennità parlamentari negli anni del "consociativismo" D.C.-P.C.I.,il Paese è ingessato. Dio salvi L'Italia ..... Cominciamo con far fallire i 4 inutili o dannosi referendum....Poi si vedrà.

 
07/06/2011 - tasse e sprechi (antonio panero)

Non credo possa essere di aiuto l'approvazione di una imposta patrimoniale. E neppure sarà accettata dal contribuente, se prima non vengono stabilite regole ferree per la graduale eliminazione degli sprechi. Che fine ha fatto il progetto di soppressione delle province? E' bastata la presidenza a qualche esponente leghista per far tramontare il progetto. E la riduzione dei parlamentari? Si ottiene forse con l'aumento dei sottosegretari? E il taglio delle auto blu? E l'infinità di privilegi di una casta che ormai neppure si vergogna del nepotismo? Perfino il famoso fustigatore dei costumi e nemico dei privilegi, l'on. Costa, ha il proprio figlio eletto deputato. Conosciamo il ritornello sulla scarsa influenza sul bilancio dello Stato di questi privilegi riservati ai pochi (mica poi tanto pochi, se è vero che ammontano a 2.700.000) che vivono di politica. Però sarebbe utile dare il buon esempio prima di chiedere sacrifici. Hanno azzerato anche il traguardo dei 40 anni di contributi per la pensione, obbligando a versare ancora per 12 o 18 mesi i contributi senza contropartita. Ed intanto aumentano i loro privilegi e prebende. IL segnale dato dai cittadini nelle ultime elezioni non ha prodotto risultati. Forse occorre ben altro, che una imposta patrimoniale...

 
07/06/2011 - ma quanto si incasserebbe ? (luca barbieri)

per me andrebbe anche bene anzi benissimo perche non mi riguarda, solo che se e' vero come e' vero che le tasse si applicano solo a chi dichiara i propri redditi ed e' vero che i redditi superiori ai 100.000 euro nelle ultime dichiarazioni rappresentano solo l'1% quelli superiori ai 3/400.000 euro quanto rappresentano ? lo 0.3 ? quindi a meno di stangate epocali il tesoretto cosi' raccimolato sarebbe veramente esiguo e non ambierebbe nulla. far pagare quelli che non dichiarano ?

 
07/06/2011 - La patrimoniale come deus ex machina (celestino ferraro)

Io non so o non me ne rendo conto, ma dev'esserci qualcosa di misterioso in questa patrimoniale che andrebbe a tartassare i patrimoni dei più richi. Berlusconi e Tremonti vi si oppongono (razionalmente), ma vengono additati oome complici del capitalismo che tartassa la miseria per farsi più ricco. Diciamo che, per un attimo, la "patrimoniale" viene introdotta dal Parlamento e i ricchi verseranno nelle casse dello Stato quanto stabilito dalla legge. Quanti miliardi? Uno, due, dieci, cento? Diciamo dieci. Andranno tutti alle famiglie indigenti? Cioè, quei pezzenti che ieri non potevano permettersi due paia di scarpe, o due camicie, o un weekend con i fiocchi, dopo la patrimoniale, potranno farlo? La produzione di beni di consumo, sarà in grado di soddisfare le richieste? Ecco, questo domanderei a Bersani e soci che saltano come tarantolati per farsi applaudire dal popolo sovrano. Possibile che la funzione politica di un governo si riduca semplicemente a spillare quattrini dalle tasche dei cittadini? Anch'io sarei capace di fare l'uomo si Stato: modestamente!