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MANOVRE/ Il "dilemma" di Malpensa tra Lufthansa, Easyjet e Alitalia

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Lufthansa non avrebbe nessun interesse a far venire meno la sua presenza su Malpensa proprio perché tutto il bacino di utenza del Nord Italia, non avendo più un adeguato network di collegamenti intercontinentali diretti, dovrà far scalo in un grande hub europeo, che i tedeschi vorrebbero fosse Francoforte. È quindi nell’interesse di Lufthansa restare comunque a Malpensa, se non altro per fare feederaggio sui propri hub. Qualcosa di simile a ciò che fanno Air France su Parigi, British Airways su Londra e Klm su Amsterdam. Ritengo comunque che fosse un po’ ingenuo aspettarsi che Lufthansa desse la priorità allo sviluppo di Malpensa

 

Perché?

 

Non bisogna dimenticare che Lufthansa Italia è stata creata appena prima della crisi economica e che nel frattempo la casa madre si stava integrando con altre compagnie aeree quali Austrian e Swiss. C’è stato dunque il problema di integrare gli hub di questi carrier nel proprio network. Due fattori che hanno sicuramente fatto passare il progetto di Malpensa in secondo piano. Inoltre, nello scalo lombardo è forte la presenza di Easyjet e per un vettore tradizionale è impossibile creare un hub in un aeroporto dove c’è una low cost così forte. Se non altro perché prima di creare i collegamenti di lungo raggio tipici di un hub serve una struttura di feederaggio. Ma tali collegamenti soffrivano già la concorrenza di Easyjet.

 

L’addio di Lufthansa Italia farà perdere tanto traffico a Malpensa?

 

I dati 2010 sui posti offerti a Malpensa (riassunti nella tabella 1) dicono che Lufthansa era il secondo vettore, con una quota del 14,1%, alle spalle di Easyjet (25,4%) e davanti ad Alitalia+AirOne (9,9%). La divisione italiana di Lufthansa pesa circa per il 56,2% dell’offerta complessiva del vettore tedesco. Il che vuol dire che i posti offerti “eliminati” sono circa il 7,9% del totale. La perdita di traffico non è quindi “drammatica”. Dato che Lufthansa Italia aveva probabilmente un load factor inferiore a quello di Easyjet, può darsi che a livello di passeggeri effettivamente trasportati, l’impatto negativo sia ancora più contenuto. Non è poi da escludere che Lufthansa potenzi i collegamenti con Monaco e Francoforte per le ragioni spiegate prima, compensando così una parte dei passeggeri persi.

 

 

Dopo l’addio di Alitalia, Malpensa aveva perso moltissimi passeggeri. L’arrivo di Easyjet, di Lufthansa Italia e di altre compagnie è riuscito a compensare quella perdita?

 

I dati (riportati in tabella 2) dicono che il picco massimo di Malpensa è stato nel 2007, anno precedente le dismissioni di Alitalia, con oltre 23,8 milioni di passeggeri. Nel 2008 si è scesi a 19,2 grazie all’addio di Alitalia e la situazione è poi peggiorata nel 2009, con 17,5 milioni. Livello quest’ultimo toccato anche nel 2002 e nel 2003 a seguito dell’attentato alle Torri Gemelle e alla piccola crisi economica conseguente. Nel 2010 si è saliti fin quasi a 19 milioni di passeggeri, il 20,7% in meno rispetto al picco del 2007.

 

 

Qualcuno sostiene che il problema principale di Malpensa sia stato e sia tuttora Linate. È così?


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COMMENTI
09/06/2011 - Sono i politici che se ne devono convincere.. (mardegan stefano)

come riportato dall'intervista, che il vero problema di Malpensa è Linate.Prima causa dei problemi del mercato aereo in Italia. La mancata chiusra di Linate ha fatto fallire l'alleanza a suo tempo tra Alitalia e KLM, ha fatto chiudere la vecchia Alitalia che si è svenata per servire due aeroporti contemporaneamente per poter allora alimentare il traffico intercontinentale prima del dehubbing. Ora fa fallire il rilancio con Lufthansa che se disponesse dell'intero traffico di Milano su di un solo aeroporto avrebbe preso tutt'altra decisone. Se i voli nazionali sono per il 90% posizionati su Linate e il 10% su Malpensa come fa un aeroporto a funzionare? Chi li riempie i voli intercontinentali? Qualcuno se lo immagina Francoforte che rinuncia o quasi ai voli interni? Fantascenza! Da noi sì, a Malpensa è così. Mezz'ora di treno tra Malpensa e Cadorna per molti milanesi è insopportabile, è un viaggio, come si fa a rinuciare a Linate? e così Paesi con una popolazione inferiore alla Lombardia come la Svizzera ( Zurigo) l'Austria ( Vienna )o la Finlandia ( Helsinky) offrono all'utenza dei collegamenti intercontinentali più efficienti e numerosi di Malpensa, secondo aeroporto italiano della regione più ricca d'Europa.

 
09/06/2011 - EVVIVA!!!! (Guido Gazzoli)

Nella nota dell'intervista si legge che "Quando si è deciso di far diventare Malpensa un hub non si è avuto il coraggio di fare ciò che è stato fatto in altri paesi: chiudere il vecchio aeroporto e spostare completamente il traffico sul nuovo. Non sto dicendo che Linate andasse chiuso, ma che la soluzione di compromesso che è stata usata era inedita nel panorama degli aeroporti internazionali e per questo le probabilità di successo non erano alte." Evviva....a quasi 15 anni di distanza qualcuno si è accorto che la manovra di tutta la politica Italiana tesa a difendere la regione Lombardia,il Comune di Milano e Linate era un clamoroso autogol..i primi a chiederselo furono i dipendenti AZ... ( www.ladstoriasiamonoi.rai.it clicacre Alitalia nel motore di ricerca). Son passati 3 anni dalla manovra CAI e qualcuno inizia a chiedersi se questa soluzione non sia stata peggiore del male che doveva curare....evviva !!! Stiamo migliorando. Ad ogni modo bella intervista e un grazie sincero a Redondi Gazzoli Guido