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MANOVRE/ Il "dilemma" di Malpensa tra Lufthansa, Easyjet e Alitalia

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C’è sicuramente del vero in questo, perché già da quando era stato creato l’aeroporto di Malpensa Linate era ben collegato con i principali hub europei. Alcune delle stesse destinazioni intercontinentali offerte da Alitalia erano raggiungibili, anche se con uno scalo e non direttamente, da Linate, che è più vicino e più comodo da raggiungere per chi vive a Milano. Quando si è deciso di far diventare Malpensa un hub non si è avuto il coraggio di fare ciò che è stato fatto in altri paesi: chiudere il vecchio aeroporto e spostare completamente il traffico sul nuovo. Non sto dicendo che Linate andasse chiuso, ma che la soluzione di compromesso che è stata usata era inedita nel panorama degli aeroporti internazionali e per questo le probabilità di successo non erano alte. C’è da chiedersi, in ogni caso, se Malpensa sia mai stato un hub fino in fondo.

 

Lei cosa risponderebbe?

 

Malpensa è in una posizione geografica che non è ottimale per fare hub nel mercato italiano. Un passeggero che parte da una città del Nord Italia diversa da Milano, infatti, non vola a Malpensa, ma direttamente su un hub europeo più a nord, dato che le rotte principali (Nord America e Asia) passano di lì. Al limite a Malpensa ci va in macchina. Un passeggero che parte dal Sud Italia, invece, non ha motivo di volare su Malpensa quando può raggiungere Fiumicino. È per questo che la percentuale di passeggeri in transito a Malpensa è sempre stata bassa, anche quando c’era Alitalia. E senza transito di passeggeri un aeroporto non si può considerare un hub. Al massimo potremmo dire che Malpensa sarebbe potuto essere un hub se non ci fosse stato Fiumicino.

 

Se Malpensa non è hub, Fiumicino lo è?

 

Fiumicino è un hub che funziona, ma solo per metà Italia. Passarvi ha senso, infatti, per chi parte da Sud, mentre per chi è a Nord, dato appunto che le rotte intercontinentali passano da nord, non avrebbe senso scendere a Fiumicino per poi ritornare su. Tanto più che gli aeroporti principali del Nord sono tutti collegati con i principali hub europei. Certo, ci sono anche destinazioni come l’America Latina dove Fiumicino può essere funzionale anche per chi viene dal Nord Italia, ma sono collegamenti intercontinentali meno usati rispetto a Nord America e Asia.

 

Unendo meglio il Terminal 2 di Malpensa, presidiato da Easyjet, con il Terminal 1, dove invece vi sono i voli intercontinentali delle compagnie tradizionali, si potrebbe favorire un maggior transito di passeggeri?

 

Questo è sicuramente possibile. Se questi due terminal fossero collegati meglio si potrebbe in teoria facilitare la possibilità di arrivare a Malpensa al Terminal 2 con Easyjet e di partire poi dal Terminal 1 con un volo intercontinentale. È quello che si chiama self hubbing, che già esiste, ma che potrebbe essere facilitato. Ci può però anche essere l’interesse a tenere scollegati questi due terminal.

 

Per quale motivo?

 

Già adesso la presenza di Easyjet sta mettendo in difficoltà le compagnie tradizionali e un collegamento più veloce tra i due terminal potrebbe aumentare ancora di più questa competizione. Questo è un dilemma che sta affrontando buona parte degli aeroporti europei. La maggioranza di loro ha visto negli ultimi anni un traffico in discesa, perciò ha aperto le porte alle low cost. Peccato che questo può mettere in difficoltà le compagnie tradizionali che operano in quegli aeroporti da anni. Gli aeroporti devono quindi trovare il compromesso tra l’esigenza di aumentare il proprio traffico e la difesa della presenza delle compagnie tradizionali.

 

Cosa cambia per i passeggeri quel che è avvenuto a Malpensa?


COMMENTI
09/06/2011 - Sono i politici che se ne devono convincere.. (mardegan stefano)

come riportato dall'intervista, che il vero problema di Malpensa è Linate.Prima causa dei problemi del mercato aereo in Italia. La mancata chiusra di Linate ha fatto fallire l'alleanza a suo tempo tra Alitalia e KLM, ha fatto chiudere la vecchia Alitalia che si è svenata per servire due aeroporti contemporaneamente per poter allora alimentare il traffico intercontinentale prima del dehubbing. Ora fa fallire il rilancio con Lufthansa che se disponesse dell'intero traffico di Milano su di un solo aeroporto avrebbe preso tutt'altra decisone. Se i voli nazionali sono per il 90% posizionati su Linate e il 10% su Malpensa come fa un aeroporto a funzionare? Chi li riempie i voli intercontinentali? Qualcuno se lo immagina Francoforte che rinuncia o quasi ai voli interni? Fantascenza! Da noi sì, a Malpensa è così. Mezz'ora di treno tra Malpensa e Cadorna per molti milanesi è insopportabile, è un viaggio, come si fa a rinuciare a Linate? e così Paesi con una popolazione inferiore alla Lombardia come la Svizzera ( Zurigo) l'Austria ( Vienna )o la Finlandia ( Helsinky) offrono all'utenza dei collegamenti intercontinentali più efficienti e numerosi di Malpensa, secondo aeroporto italiano della regione più ricca d'Europa.

 
09/06/2011 - EVVIVA!!!! (Guido Gazzoli)

Nella nota dell'intervista si legge che "Quando si è deciso di far diventare Malpensa un hub non si è avuto il coraggio di fare ciò che è stato fatto in altri paesi: chiudere il vecchio aeroporto e spostare completamente il traffico sul nuovo. Non sto dicendo che Linate andasse chiuso, ma che la soluzione di compromesso che è stata usata era inedita nel panorama degli aeroporti internazionali e per questo le probabilità di successo non erano alte." Evviva....a quasi 15 anni di distanza qualcuno si è accorto che la manovra di tutta la politica Italiana tesa a difendere la regione Lombardia,il Comune di Milano e Linate era un clamoroso autogol..i primi a chiederselo furono i dipendenti AZ... ( www.ladstoriasiamonoi.rai.it clicacre Alitalia nel motore di ricerca). Son passati 3 anni dalla manovra CAI e qualcuno inizia a chiedersi se questa soluzione non sia stata peggiore del male che doveva curare....evviva !!! Stiamo migliorando. Ad ogni modo bella intervista e un grazie sincero a Redondi Gazzoli Guido