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Economia e Finanza

SCENARIO/ 1. Bertone: così i mercati "blindano" la manovra di Tremonti

Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Più che di un miracolo, replica a distanza l’ex premier Romano Prodi, è al solito un gioco di prestigio. Nemmeno troppo sofisticato. “Non è incoraggiante leggere che il peso di una manovra di 47 miliardi sarà distribuito in 7 miliardi nel primo biennio e 40 in quello seguente” replica Prodi. In sostanza, il governo rimanda a dopo le elezioni il grosso dei sacrifici. Un gesto di debolezza, ma più ancora un gesto pericoloso che espone l’Italia a una lunga stagione di instabilità sui mercati finanziari. Difficile dargli torto. Ma è anche difficile che l’esecutivo possa far qualcosa di diverso: il governo non è in grado di reggere una finanziaria più corposa. È dubbio che il Paese, in queste condizioni internazionali, possa affrontare a cuor leggero un’eventuale campagna elettorale.

Del resto,lo stesso Prodi condivide la decisione di tagliare deduzioni e di disboscare la giungla dell’elusione fiscale. La strada maestra non può che passare da una lotta spietata all’evasione, circa 150 miliardi annui.Prima di risultati tangibili su questo fronte, i discorsi sulla riforma fiscale ricorderanno quelli sul sesso degli angeli, sia da destra che da sinistra. A meno che qualcuno non affronti con il machete il nodo della spesa pubblica, comunque eccessivo e tale da render ridicola la cifra da destinare agli investimenti. Ma basta ascoltare i pianti delle categorie (dalla scuola, alla sanità, fino ai mercati finanziari) per capire che i margini sono davvero ristretti senza una grande operazione bipartisan.Quasi impossibile, se si pensa di tirare avanti in queste condizioni fino alla scadenza del 2013.

In tal caso, rassegniamoci al solito taglio delle auto blu previsto a ogni finanziaria, salvo scoprire che l’anno dopo sono ancora di più. Al tetto degli stipendi pubblici o delle pensioni d’oro (anche questo annunciato ogni dodici mesi). Molto di più Tremonti, oggi osannato a sinistra come i borghesi in rivolta osannavano il ministro Necker prima dello scoppio della Rivoluzione francese, non può fare.

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