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FINANZA/ 1. Pelanda: ecco lo "scudo" per salvare l’Italia dai mercati

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Quali? Il fatto più importante sarebbe quello di mostrare al mercato che la Ue sa agire in modo coeso e trovare soluzioni fattibili e veloci per evitare il collasso di Grecia e Portogallo. Ciò ridurrebbe il rischio del contagio e migliorerebbe la credibilità del debito italiano (120% del Pil) attutendo il rischio al riguardo del sistema bancario nazionale. Ma altrettanto importante sarebbe il correggere le situazioni che il mercato finanziario ritiene motivi di sfiducia sull’Italia. La prima riguarda la manovra del governo per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014. Il mercato la ritiene fondamentale in quanto per rendere credibile che un debito verrà ripagato è necessario, prima di tutto, non aumentarlo.

L’aver visto che la maggior parte dei tagli alla spesa è stata spostata al 2013 e 2014, minimi quelli nel 2012, ha dato al mercato la sensazione di una presa in giro. Errore gravissimo da parte del governo, da dilettanti allo sbaraglio, che l’Italia sta pagando caro. Lo si può correggere? Certamente, spalmando meglio i tagli nel triennio per renderli credibili e allo stesso tempo aumentando la coesione e l’immagine di consistenza del governo affinché risulti credibile il suo impegno per il rigore. Ma non basterebbe.

Il rigore riduce la crescita e senza di questa, cioè di un incremento del Pil e del gettito fiscale, il rigore stesso diverrebbe infattibile (per deflazione non bilanciata da crescita). Il mercato lo sa e vuole vedere un governo capace di attuare sia il pareggio di bilancio sia detassazioni e liberalizzazioni sostanziali per stimolare consumi ed investimenti ora piatti. Se non vedrà queste cose terrà una posizione negativa sull’Italia con pericolo crescente per noi e l’intero eurosistema.

 

www.carlopelanda.com          



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COMMENTI
11/07/2011 - salvate i depositi amministrati (francesco scifo)

La norma della finanziaria che colpisce i depositi titoli è probabilmente una delle cause principali dell'ondata di vendite, altro che speculatori! Sono centinaia di risparmiatori che chiudono i depositi e ritirano i loro pochi soldi investiti in titoli e obbligazioni vessati dall'ultima tassa retroattiva sui depositi. Ma possibile che il Ministro non abbia previsto gli effetti collaterali della Sua grande idea di tassare senza progressione i depositi titoli? Solo revocare subito tale misura può rallentare le vendite.

 
11/07/2011 - debito Italiano e debito U.S.A. (giulio paolo pesce)

E' di queste ore la maratona che si svolge nelle sedi centrali U.S.A. riguardo la pesante manovra sul debito pubblico per rispondere alle prossime scadenze del 2 agosto 2011. Sarebbe molto apprezzato un eventuale approfondimento di chi, come Lei, senz'altro può aiutarne la lettura per comprendere la posta in gioco, allargando così il quadro alla realtà' "atlantica" in cui euro e dollaro si fronteggiano, anzichè spalleggiarsi, per quanto utopistico possa sembrare tale ipotesi sul piano economico e politico. Grazie.

 
11/07/2011 - oggetti & soggetti (giorgio cordiero)

L'analisi del Dott. Pelanda è come sempre lmpida e priva di riferimenti dietrologici, o di enfatizzazioni, tuttavia occorre ricordare che il calo delgi indici azionari ed in particolare di quello del settore finanziario è davvero orchestrato. Mi spiego meglio: quando una borsa vende per il cosi detto panic selling, gli indici crollano in modo incontrollato ed in maniera vorticosa, facendo scattare i meccanismi di stop-loss previsti dai mercati (sospensione per eccesso di ribasso). Quando invecie ciò avviene in maniera coordinata (alla faccia della liera concorrenza) ecco che ciò accade in modo , diciamo border, cioè il singolo titolo viene venduto al limite dell'eccesso di ribasso. Colgo poi una piccola incoerenza finanziaria nella tesi del dott. Pelanda. Posto che le sgr e le sim sono di fatto proprietà delle banche e posto che il risparmio gestito ha precisi limiti di delega e di benchmark che esulano l'etica, vorrei capire che interesse avrebbero le banche a veder di fatto crollare il valore delle proprie azioni, proprio in un momento che segue alcuni aumenti di capitale che servono anche ad umentare la capitalizzazione delle medesime banche in vista del pericolo derivante dalla scadenza di miliardi di euro in derivati a febbraio 2012? Sarebbe come darsi la zappa sui piedi, a meno che le stesse banche non intendano fare buyt-back e prezzi più bassi, ma questa non sarebbe speculazione giocata sulla testa degli investitori?

 
11/07/2011 - la festa è finita (Fabrizio Terruzzi)

detto in poche parole ci vuole il coraggio di prendere misure impopolari che potrebbero costare molto elettoralmente. Ci vuole soprattutto il coraggio di dire agli italiani che lo stato sociale attuale non possiamo più permettercelo, perchè sostenuto con i debiti (ovvero con i soldi che guadagnano altri). E perchè dobbiamo trovare le risorse per rilanciare l'economia e ridare fiato alle esangui imprese italiane ormai indebitate fino al collo e poco competitive. Altrimenti le schiere dei nostri disoccupati, precari, cassaintegrati, sotto-impiegati e simili sono destinate ad ingrossarsi. E più aspettiamo peggio è.