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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. Così l'attacco degli speculatori salva Tremonti

La situazione internazionale, specie con l'aggravarsi della situazione greca, si sta volgendo a favore di Giulio Tremonti, che, spiega GIUSEPPE PENNISI, diventa quasi “intoccabile”

Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Aix-en-Provence - Quella che, alla fine del primo millennio, fu la capitale del mitico Regno del buon Re René (a cui Averroé affido i manoscritti della letteratura e della filosofia greca salvati dal fondamentalismo islamico che, a Cordova, voleva farne un falò) non è solamente la sede di una prestigiosa università e di una serie di Festival estivi.

Ogni anno, in occasione dell'inaugurazione del Festival International dell'Art Lyrique, vi si tiene la conferenza internazionale del Cercle des Economistes (un club che per statuto può avere soltanto 30 soci) aperta al fior fiore dell'economia mondiale. Dall'8 al 10 luglio, un centinaio di esperti di rango (per l'Italia, Draghi, Bassanini, Monti, Reviglio) si sono dati appuntamento per esaminare il ruolo dello Stato in un mondo sempre più interessato dall'integrazione economica internazionale.

È da questo contesto che il vostro chroniqueur vede le tensioni sui mercati che interessano l'Italia e che hanno portato lo spread dei titoli decennali al livello più alto segnato negli ultimi nove anni. Basta una frase, quella pronunciata a mezza bocca, salutando un suo interlocutore italiano, dal Presidente della Banca centrale europea (Bce) Jean-Claude Trichet: salvate Tremonti; evitate un cambiamento alla guida del ministero dell'Economia e delle Finanze.

Questa testata può sottoscrivere questa affermazione sine ira et studio, come si insegnava un tempo nei licei. In effetti, in una serie di approfondimenti abbiamo criticato numerosi aspetti del decreto di finanza pubblica ora all'esame del Parlamento: la scansione temporale della manovra, l'attenzione verbale più che sostanziale ai costi della politica, la scarsa priorità alla famiglia e ai giovani, la contrazione dell'investimento pubblico, il peso sul ceto medio e anche sulle fasce basse di reddito.

Nessuno può tacciarci che siamo pronti a morire in trincea per salvare il soldato Giulio esclusivamente a ragione di una convinzione fideistica delle sue vere o presunte virtù taumaturgiche oppure in base a una contiguità quasi correntizia. Occorre salvare il soldato Giulio perché in questa fase di tensione sui mercati internazionali a proposito del debito sovrano europeo (l'Italia ha il più alto stock di debito sovrano nell'Unione europea e il terzo al mondo) un cambiamento di responsabile politico dell'economia e della finanza o (ancor peggio) una crisi di governo potrebbero avere un impatto fortemente negativo su tutto il Paese. Converrebbe, nel breve periodo, unicamente al sempre presente partito del "tanto peggio, tanto meglio", ma nel medio o lungo costerebbe caro ai loro elettori.


COMMENTI
11/07/2011 - globalizzazione selvaggia (attilio sangiani)

crollato il comunismo nel 1989,le sinistre già comuniste o socisliste si sono convertite al capitalismo tanto selvaggio quanto prima erano stataliste selvagge.In Russia,poi,la nomenclatura del PCUS diventò improvvisamente la casta dei nuvi capitalisti. Qualcosa di simile è accaduto in Italia. Infatti negli anni '90,governati fino al 2.001 dalla sinistra già comunista e prodiana ( DC di sinistra) e,poi,nel biennio 2.006-'08 le sinistre europee e USA ( Clinton ) globalizzarono il mercato finanziario senza globalizzare le regole e gli organismi mondiali che le facessero rispettare. Così si creò una smisurata massa di capitali finanziari ( cioè di carta,tra cui titoli nati già "tossici",come i derivati da derivati...) che vagano come avvoltoi nel mondo intero alla ricerca della prossima candidata - carogna da sbranare. Questo è il quadro in cui si è manifestato l'inizio della calata degli avvoltoi sull'Italia,dopo la Grecia. Credere che potrebbe salvarci il PD di Bersani,con l'appendice di Di Pietro e di Vendola,sarebbe come credere alla Befana o,peggio,al "buon diavolo". Megli tenerci il soldato Giulio,che,almeno,aveva previsto tutto fin dagli anni '90,come Cassandra.....

 
11/07/2011 - La buccia di ciliegia (Vittorio Cionini)

Tutti d'accordo sulla necessità di evitare ogni più piccola scossa alla fiducia dei grandi players. Ma è davvero agghiacciante pensare che il tutto è appeso alla speranza che il nostro bravo ministro possa perdere l'equilibrio pestando una buccia di ciliegia. Non voglio neppure pensare ad una buccia di banana o ad una cameriera incrociata casualmente nei corridoi di un albergo. Tratteniamo il respiro e allacciamo le cinture. Vittorio Cionini