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Economia e Finanza

QUALCOSA DI SINISTRA/ Quanto ci costerà l’autogol di Tremonti?

Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Ed è quel che sta accadendo nell’elettorato di centrodestra e soprattutto leghista: passati tre anni dalla vittoria, constatato che nessuna delle promesse fatte in campagna elettorale è stata mantenuta, l’elettorato volge le spalle a coloro che aveva scelto. È una democrazia di corto respiro, che si candida a una specie di periodica eutanasia…

La seconda ragione di questo autogol politico è invece di tipo macroeconomico. Ormai gli Stati nazionali hanno una sovranità limitata nella gestione dell’economia pubblica. Quel che decidono è non soltanto rimesso al vaglio di una pluralità di soggetti, istituzionali e non, che ne determinano il successo o il tracollo: Consiglio e Commissione europea, Banca centrale europea, Fondo monetario, agenzie di rating, ecc.; ma soprattutto è esposto ai contraccolpi dei mercati, perché l’aumento del differenziale d’interessi (spread) creatosi tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi negli ultimi giorni è tale da costare alle casse pubbliche più di quanto frutterà l’intera manovra finanziaria: quindi o quest’aumento rientrerà su parametri normali, o saremo punto e a capo, tutto da rifare.

È come se la gestione della finanza pubblica, sicuramente in Europa ma in fondo anche negli Usa - Obama se ne sta accorgendo - fosse diventata una fatica di Sisifo di fronte allo strapotere del “Leviatano globale”. Un mostro generato dal liberismo estremo che ormai scorrazza senza freni nel mondo facendo forse anche qualcosa di buono, ma al prezzo di gravissimi danni.

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