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GEOFINANZA/ Vi presento i "cavalieri bianchi" che hanno salvato l’Italia

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Evviva! La Borsa italiana si fa beffe delle speculazione e trascina l’Europa al rialzo! L’asta di Bot annuali di martedì è stata un successo! La manovra passerà in tempi rapidi! Finalmente la politica è tornata a prendere le redini del Paese e dell’economia! Ma fatemi il favore, i giornali e le televisioni, come al solito, stanno prendendovi per il naso. Perché? Provo a spiegarlo.

Quella in atto, infatti, è la prima guerra mondiale tra banche centrali. Da un lato, la Federal Reserve americana, felicissima di vedere crollare a picco le obbligazioni dell’eurozona poiché fortemente interessata a far ritrovare ai propri T-Bills il ruolo di bene rifugio mondiale in fatto di bonds. Ecco quindi muoversi i fondi speculativi che scaricano debito Ue e mettono nei listini di short i principali titoli italiani, bancari in testa, come il “lunedì nero” ci ha dimostrato.

E siccome la speculazione opera nelle dark pools, i circuiti elettronici non regolamentati di proprietà della banche d’affari, anche lo scudo messo in campo dalla Consob si è rivelato assolutamente inutile (tanto più che, dati alla mano, anche prima della geniale intuizione dell’organismo di vigilanza della Borsa, le vendite allo scoperto pesavano pochissimo sui ribassi, pari allo 0,13% della capitalizzazione di Borsa lunedì scorso. Provaci ancora, Vegas), visto che riguardava le vendite allo scoperto solo su circuiti non over-the-counter.

In quelle piscine oscure si può fare tutto, visto che una volta immesso l’ordine nessuno ne vede l’attuazione, solo l’operatore e anche i prezzi non sono riferiti al mercato ufficiale, creando opacità nella prezzatura di titoli e obbligazioni: ciò che in Borsa a Milano è venduto a 35 euro per azione, nelle dark pool può essere scambiato a 32, ecco perché ormai moltissimi operatori usano il router best-price, meccanismo che scandaglia piazze regolamentate e dark pools, acquistando al prezzo migliore il titolo desiderato. Non è un caso che negli ultimi dieci giorni, a fronte di un Borsa milanese che capitalizza pochissimo a livello globale, almeno otto titoli italiani erano nella top 20 dei più trattati su Sigma X, la dark pool di Goldman Sachs.

Inoltre, senza voler evocare nessuna spectre particolare, a dar man forte al blocco atlantico della speculazione, ci sono le agenzie di rating, le vere protagoniste della politica estera statunitense. Come? Agendo da antitesi del libero mercato, visto che coloro i quali dovrebbero emettere delle valutazioni obiettive su aziende, fondi, strumenti finanziari e sistemi paese, sono gli stessi che operano comprando e vendendo quegli stessi strumenti, oggetto di valutazione, nelle proprie attività di gestione: dare un’occhiata a chi compone l’azionariato di Moody’s per capire.


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