BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GEOFINANZA/ Vi presento i "cavalieri bianchi" che hanno salvato l’Italia

Pubblicazione:giovedì 14 luglio 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Prendete l’esempio di ieri: l’euro sta artificialmente riprendendosi? Bene, degradiamo l’Irlanda a spazzatura. Chi offre di più all’asta del terrorismo finanziario? L’America, oltre ad avere dati macroeconomici da recessione, ha poi l’enorme problema del suo debito pubblico, visto che entro il 2 agosto il Congresso dovrà raggiungere un accordo sull’innalzamento del tetto di debito - già raggiunto, a quota 14,3 trilioni di dollari - oppure farà default, non riuscendo a tenere fede agli impegni verso gli investitori internazionali pagando interessi e cedole.

Un guaio duplice, visto che da un lato per evitare di sfondare il tetto, il segretario al Tesoro, Tim Geithner, ha già disinvestito dai fondi pensione federali 120 miliardi di dollari per pagare gli interessi in scadenza mentre, dall’altro, occorre attrarre investitori, dato che con la fine del secondo round del programma di acquisto della Fed, bisogna piazzare il debito Usa sul mercato e non solo farlo comprare agli americani attraverso i soldi stampati a pioggia da Ben Bernanke.

Ma se l’America ci attacca, qualcuno ci difende: la Cina. Martedì mattina, infatti, nelle sale trading è successo qualcosa che ha lasciato stupiti non pochi operatori, di per sé già nervosi per l’asta di Bot annuali che si sarebbe tenuta di lì a poco. Pechino, infatti, aveva abbandonato la postura da cavaliere bianco dell’Europa ed era entrata nella fase operativa, spalleggiata dalla Banca centrale svizzera e dalla Bce, comprando bond periferici europei e facendo ridurre il valore dei Bund tedeschi e quindi lo spread, impennatosi a 330 punti base rispetto ai Btp decennali. Un intervento a orologeria che sembra orchestrato ad arte per mantenere a livelli in salita, ma ancora accettabili, i rendimenti che Roma ha pagato ieri per piazzare 6,75 miliardi di euro, visto che a fronte di un trading overnight impazzito che sembrava voler replicare il caos del 15 settembre 2008, data del crollo di Lehman Brothers, in mattinata qualcosa è cambiato. Il Bund, infatti, bruciava tutti i guadagni di lunedì sui contratti Settembre, con un aumento di soli 12 ticks rispetto al giorno precedente a quota 129,26: la Cina si era mossa acquistando in massa debito periferico, in trio appunto con Bce e Banca centrale svizzera e aveva portato i rendimenti tedeschi a 10 anni al 2,65%, facendo respirare l’Italia e tutti gli altri cosiddetti Pigs.

Dopo aver comprato massicciamente euro negli ultimi due mesi (motivo per cui fino a pochi giorni fa la divisa europea non aveva mai rotto il supporto di 1,42 sul dollaro, nonostante la situazione greca), la Banca centrale cinese ora si sposta sul fronte obbligazionario per proteggere i suoi interessi strategici in Europa, messi in pericolo dagli Usa e dalla loro politica aggressiva. Spread in calo e aste piene, come anticipato, anche grazie alla Svizzera, la quale martedì mattina osservava terrorizzata un franco record a 1,15 sull’euro e si comportava di conseguenza, tentando di rianimare Europa ed euro nel suo interesse nazionale.


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >