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Economia e Finanza

FINANZA/ Ecco la “maledizione” che lascia l’Italia in balia della crisi

L’Italia, finché non si decide ad affrontare i suoi problemi strutturali, spiega UGO BERTONE, resterà un bersaglio facile da colpire per la speculazione rispetto a Europa e Usa

Foto AnsaFoto Ansa

L’oro? “It’s not money!”. Così Ben Bernanke, governatore della Federal Reserve, ha risposto a un senatore nel corso dell’audizione semestrale sull’andamento dell’economia americana. No, l’oro non è denaro, nel senso che i capitali che si rifugiano nel metallo giallo escono, almeno momentaneamente, dal ciclo di finanziamento delle attività economiche.

No, non è denaro. Ma questo può essere un complimento in un’epoca in cui il denaro, finito nella trappola della liquidità, rischia di girare a vuoto. Come molti temono, dopo aver ascoltato le parole di “Ben l’elicottero”: visto che l’economia stenta a riprendersi, ha detto Bernanke, non escludiamo di far ricorso a nuove iniezioni di liquidità, se necessario. Il vero nemico, ha aggiunto, è la deflazione che resta dietro l’angolo.

Sarà la terapia giusta? Per Mort Zuckerman, miliardario, grande protagonista del mercato immobiliare Usa e, per diletto, editorialista del New York Daily News, non si scappa: “L’America non ha scelta: deve entrare nell’epoca dell’austerità”. “A farci finire così - scrive - è stata l’abitudine di Wimpy, l’amico di Braccio di ferro che continua a ripetere: dammi un hamburgher oggi, che ti pago martedì. È con questa filosofia che ci ritroviamo 12 milioni di americani che vivono sotto un tetto che vale meno del debito contratto per comprarla. No, non ci possiamo stupire se questa crisi merita ormai di esser definita la più grave della storia americana: ogni giorno Washington paga 4,5 miliardi di dollari di interessi”.

Vale la pena accendere i riflettori sulla crisi Usa, se si vuol capire sia il perché ci vuole, anche in Italia, una Finanziaria robusta, ai limiti della brutalità, sia perché questo sforzo, pur necessario, rischia di non essere sufficiente se non si accompagna a un deciso cambio di rotta. Tanto per cominciare, la crisi americana è, date le dimensioni economiche e politiche degli Usa, la crisi di tutti.

Ne sa qualcosa il Brasile, investito ogni giorno da fiumi di denaro in arrivo dalla zecca Usa che vanno ad alimentare una bolla che sta mettendo a serio rischio sia la crescita che gli equilibri sociali del Brasile, dove i problemi delle favelas crescono a fianco del costo della vita che sta rendendo San Paolo una delle città più care del pianeta.


COMMENTI
16/07/2011 - Finchè non ci si sbatte (Diego Perna)

La situazione economica attuale era già prevedibile da due anni, forse di più.Il ns governo del fare ( dire lettere e testamento)ha sempre e in più occasioni ripetuto che stavamo meglio degli altri paesi, ( pur con la moria di aziende continua, che per giustificarne la scomparsa, si è sempre detto fossero obsolete e mal gestite, non innovavano o erano decotte per conto loro, gente che aveva costruito imprese in generazioni) e che la crisi era alle spalle ecc. ecc. Intanto i ns politici si pagavano e continuano anche oggi a farlo, alberghi ristoranti e auto di gran lusso, fanno jogging o frequentano saloni di bellezza alla moda, insomma fanno la bella vita, a prescindere. Spero sempre di aver torto, ma queste cose del Titanic ,io le dicevo, nessuno tra i nessuno, già a Luglio 2009, perchè i primi a bagnarsi i piedi, mentre i ricchi ballavano e sorseggiavano champagne tra pizzi e merletti, erano i macchinisti, cioè chi per vivere un pò o molto fatica ( sempre che abbia un lavoro)ed è retribuito o guadagna quanto gli è sufficiente a vivere. Chi invece ha in tasca molti soldi, non vede gli iceberg se non ci sbatte prima il muso. Credo che la spiegazione sia questa, hai voglia a credere che ci siano dei geni, nei "saloni del ballo", non è così e ne stiamo vedendo i risultati. Cari amici, ditemi che sbaglio, ve ne sarei grato. Buona serata e buona fortuna a tutti. P.S C'è sempre il detto: non tutti i mali vengono per nuocere. Chissà.

 
15/07/2011 - in svendita (Fabrizio Terruzzi)

e proseguendo con provvedimenti tappabuchi senza una visione strategica sull'intera economica e sul "sistema paese" presto le nostre migliori aziende saranno facile preda a prezzi di saldo.

 
15/07/2011 - diritti acquisiti (Maurizio Brivio)

ma cosa sono questi diritti acquisiti?