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FINANZA/ Ecco la “maledizione” che lascia l’Italia in balia della crisi

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Gli Stati Uniti, nel tentativo di trovare una soluzione esterna al problema dell’eccessivo debito (il braccio di ferro tra i Repubblicani che non vogliono tasse sui ricchi e la Casa Bianca che cerca di difendere il welfare rende impossibile per ora una soluzione interna), continuano a sostenere una liquidità sovrabbondante che finisce con il creare forti squilibri un po’ in tutti i mercati.

In assenza di una soluzione al problema del debito, la crisi, che ha ormai compiuto i cinque anni di vita, è destinata a colpire i tanti squilibri finanziari accumulati con la logica di Wimpy, ovvero consumo oggi e pago poi. L’Europa a 17, in particolare, è una ricca preda perché, rispetto agli Usa, è fatta di tante unità distinte.

È molto difficile attaccare il New Jersey o la California, per citare Stati che presentano conti non migliori della Grecia, perché davanti a loro c’è il formidabile scudo federale. Assai più agevole colpire l’Europa che marcia in ordine sparso. Soprattutto quando, come nel caso dell’Italia, il caos politico assume i contorni del suicidio, come è avvenuto nelle passate settimane.

Ma, una volta passate le smanie suicide, restano i problemi di fondo: l’Europa, se non fa un passo in avanti sulla strada dell’unità (il che significa mettere in comune una parte delle riserve sotto forma di eurobond, mettendo il debito sovrano in sicurezza), è una preda facile. L’Italia, finché non mette in cima all’agenda il problema della crescita, che si accompagna alla richiesta di una maggior equità tra le generazioni, le classi sociali, i contribuenti che pagano le tasse e quelli che riscuotono le sovvenzioni, è un bersaglio più facile ancora, condannato a un supplizio di Tantalo: ogni tanto, sotto l’incombere dell’emergenza ci vengono chiesti sforzi eroici per colmare i “buchi”. Ma, in assenza di scelte che favoriscano il lavoro e la condivisione di una ricchezza che è molto minore di quella “gonfiata” che emerge da valori immobiliari solo sulla carta (per non parlare di obbligazioni e altri titoli non rappresentativi di beni reali), è facile che il buco si ricrei.

Come sta capitando in questi giorni: l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato equivale, per il Tesoro, ad aver bruciato in interessi metà della Finanziaria ancor prima della sua approvazione. Colpa della speculazione? Si sa, i bambini, quando inciampano e si fanno male, danno la colpa al marciapiede. Ma a un certo punto è necessario crescere. E magari prendersela con tutte le categorie che già protestano per difendere i famosi “diritti acquisiti” che, in tempi di crisi così drammatica, non sono affatto acquisiti, né garantiti.



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COMMENTI
16/07/2011 - Finchè non ci si sbatte (Diego Perna)

La situazione economica attuale era già prevedibile da due anni, forse di più.Il ns governo del fare ( dire lettere e testamento)ha sempre e in più occasioni ripetuto che stavamo meglio degli altri paesi, ( pur con la moria di aziende continua, che per giustificarne la scomparsa, si è sempre detto fossero obsolete e mal gestite, non innovavano o erano decotte per conto loro, gente che aveva costruito imprese in generazioni) e che la crisi era alle spalle ecc. ecc. Intanto i ns politici si pagavano e continuano anche oggi a farlo, alberghi ristoranti e auto di gran lusso, fanno jogging o frequentano saloni di bellezza alla moda, insomma fanno la bella vita, a prescindere. Spero sempre di aver torto, ma queste cose del Titanic ,io le dicevo, nessuno tra i nessuno, già a Luglio 2009, perchè i primi a bagnarsi i piedi, mentre i ricchi ballavano e sorseggiavano champagne tra pizzi e merletti, erano i macchinisti, cioè chi per vivere un pò o molto fatica ( sempre che abbia un lavoro)ed è retribuito o guadagna quanto gli è sufficiente a vivere. Chi invece ha in tasca molti soldi, non vede gli iceberg se non ci sbatte prima il muso. Credo che la spiegazione sia questa, hai voglia a credere che ci siano dei geni, nei "saloni del ballo", non è così e ne stiamo vedendo i risultati. Cari amici, ditemi che sbaglio, ve ne sarei grato. Buona serata e buona fortuna a tutti. P.S C'è sempre il detto: non tutti i mali vengono per nuocere. Chissà.

 
15/07/2011 - in svendita (Fabrizio Terruzzi)

e proseguendo con provvedimenti tappabuchi senza una visione strategica sull'intera economica e sul "sistema paese" presto le nostre migliori aziende saranno facile preda a prezzi di saldo.

 
15/07/2011 - diritti acquisiti (Maurizio Brivio)

ma cosa sono questi diritti acquisiti?