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MANOVRA FINANZIARIA 2011/ Bollo, titoli, depositi: cosa cambia?

Pubblicazione:venerdì 15 luglio 2011 - Ultimo aggiornamento:venerdì 15 luglio 2011, 9.27

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Più in generale, la misura fiscale può spingere a concentrare la propria ricchezza finanziaria in una sola banca (ad esempio, se si dispone di un milione di euro) o a suddividerla in più piccoli conti inferiori a 50.000 euro: in entrambi i casi con scelte potenzialmente non corrette sul piano dell’efficienza e dell’efficacia.

Ancora, il ritorno di un “fissato bollato” sui titoli accentua la “preferenza per la liquidità” tipica dei risparmiatori in questo dopo-crisi: in concreto a tenere i propri quattrini in banca (nei conti tradizionali o in quelli innovativi sul web). È, quest’ultima, una prospettiva certo non sgradita alle autorità monetarie (il ministro e la Banca d’Italia): banche gonfie di risparmio sono una buona garanzia sia per la loro solidità singola, sia per la capacità del sistema creditizio di assorbire le offerte di titoli di Stato, in queste settimane di forti turbolenze sui mercati.

La stabilizzazione e la ripresa effettiva dei mercati, d’altra parte, è l’unica condizione concreta nella quale il risparmio “rende” davvero, al netto della pressione fiscale. In attesa di capire se e come la delega di riforma fiscale rappresenterà invece una rampa di lancio per i fondi pensione, troppe volte rimasti ai blocchi di partenza.



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