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FINANZA/ Ecco la bomba dei mercati che può colpire l’Italia

Pubblicazione:martedì 19 luglio 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Borse in rosso, titoli bancari nel mirino, euro sotto attacco a 1,40 sul dollaro e, soprattutto, aumento senza freni della pressione sui titoli di Stato italiani: il tasso di rendimento del Btp a 10 anni è salito al 6% e lo spread con il Bund si è ulteriormente allargato a 337,1 punti base. Evviva, i mercati festeggiano quella colossale buffonata degli stress tests!

Già, venerdì pomeriggio, a Borse chiuse, l’Eba (European banking authority) rendeva noto che solo otto banche europee su 90 non avevano superato gli stress test. Il fatto, poi, che le otto banche bocciate debbano, stando all’Eba, ricapitalizzarsi solo per 2,5 miliardi di euro lascia intendere che i criteri siano stati quantomeno blandi: come possiamo essere certi che le altre 16 banche che hanno passato l’esame per un pelo, per stessa ammissione dell’Eba, siano effettivamente in grado di reggere a scenari di crisi non testati, soltanto con qualche piccolo accorgimento al loro stato patrimoniale?

Già venerdì sera nella sale trading si parlava di “Chaotic Monday”, ovvero un lunedì di caos alla riapertura delle contrattazioni. Il perché è presto detto: puntualmente, si è avverata la previsione. I dettagli offerti dalle banche, infatti, sono stati molto maggiori rispetto a quelli dei tests dello scorso anno e il timore ora è che, con tante informazioni a propria disposizione, analisti bancari e manager di fondi saranno in grado di dar vita a giudizi indipendenti sul reale livello di capitale extra di cui necessitano le 90 banche poste sotto esame, e quindi, poter piazzare più efficacemente le loro scommesse, anche e soprattutto al ribasso.

«Penso che la prossima settimana vedremo il caos. È chiaro a tutti che i tests dell’Eba sono stati totalmente inadeguati. Ora abbiamo il weekend per lavorare e capire di cosa davvero hanno bisogno le banche», dichiarava venerdì al Telegraph un analista di una delle principali banche europee. Usando criteri più duri, gli analisti di Credit Suisse avevano reso noto che quattordici - e non otto - banche hanno fallito il test: di queste sette sarebbero greche e l’extra capitale richiesto toccherebbe quota 45 miliardi di euro. Moody’s, addirittura, calcolava 26 bocciature.

Il primo problema sta alla radice dell’attuale situazione. La ragione per cui il rollover bancario è così urgentemente spinto sta nella detenzione del debito greco, i due terzi del quale giace nei bilanci delle banche elleniche, le quali lo utilizzano come collaterale alla pari verso la Bce. Più nello specifico, il 67% del debito greco è detenuto da banche di quel paese, il 9% da banche tedesche e l’8% da banche francesi: a questo punto, quelle stesse banche elleniche che danno vita al rollover sul loro debito sovrano greco ricevono sussidi cash dalla Banca centrale greca, nei fatti finanziata dalla Bce. Sembra uno schema Ponzi, ma è come funzionano le cose attualmente.


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COMMENTI
19/07/2011 - scenario default usa (pietro luca mancuso)

seguo molto gli articoli di finanza pubblicati dal sussidiario e nella mia ignoranza volevo chiedere: che cosa succederà se gli usa dichiareranno default? grazie, saluti, pierluca mancuso

 
19/07/2011 - come per Lehmann (Fabrizio Terruzzi)

il debito greco ammonta (se ben ricordo) a 300 miliardi di Euro, meno di quanto le borse abbiano perso in questi giorni (fra obbligazioni e azioni). Se tiravamo subito fuori i soldi per ricomprarcelo all'istante in toto e chiudere la partita avremmo recuperato l'importo il giorno dopo con l'aumento dei corsi. Come per Lehmann per risparmiare 10 si è creato un danno di 1000. La BCE metta da parte i suoi sofismi, stampi quello che c'è da stampare e elimini il problema dei debiti sovrani una volta per tutte (riduzione all'80% del PIL), chiedendo nel contempo l'azzeramento dei deficit da subito. La FED ha stampato allegramente, lo fa il Giappone da anni senza nessuna delle conseguenze tanto temute in Europa. A mali estremi estremi rimedi.